LONDRA – Nigel Farage ha risposto al premier laburista Andy Burnham, che nei giorni scorsi, parlando della Brexit, ha promesso di presentare nuove opzioni sul futuro dei rapporti tra Regno Unito e Unione europea, senza escludere, se sostenuta dall’opinione pubblica, l’ipotesi di una riadesione.
Intervenendo da Doncaster, nel nord dell’Inghilterra, dove nel referendum del 2016 circa il 70% degli elettori è stato favorevole all’uscita dall’Unione europea, il leader di Reform UK ha accusato Burnham di aver “aperto la porta a Reform in modo straordinario”.
Secondo Farage, riportare il Paese al voto sull’Europa rischierebbe di riaccendere divisioni profonde e di alienare una parte consistente dell’elettorato del nord inglese.
Burnham, nel suo primo discorso da premier alla conferenza laburista, ha annunciato che il governo valuterà diverse possibilità per ridefinire il rapporto con Bruxelles in vista di un prossimo vertice Regno Unito-Ue. Successivamente ha riconosciuto che, qualora emergesse un forte sostegno popolare, tra le opzioni potrebbe figurare anche il ritorno nell’Unione.
Farage ha replicato sostenendo che una nuova consultazione sarebbe incompatibile con l’obiettivo dichiarato di unire il Paese. Ha inoltre affermato che un eventuale rientro comporterebbe costi elevati, sostenendo che un ritorno nell’Unione costerebbe al Regno Unito 25 miliardi di sterline l’anno e comporterebbe nuovi impegni su Schengen, immigrazione ed euro.
Sono argomenti con cui il leader di Reform punta a riattivare il fronte del Leave, anche se le condizioni di un’eventuale riadesione sarebbero oggetto di negoziato con Bruxelles e non coincidono automaticamente con tutte le conseguenze da lui prospettate in questa fase.
La tappa di Doncaster ha segnato anche l’avvio di un tour nazionale di Reform UK. Il partito è la forza con il maggior numero di consiglieri nel consiglio cittadino, pur in presenza di un sindaco laburista eletto direttamente. Farage ha ammesso che il gruppo locale “non è perfetto”, dopo diversi cambi alla guida, ma ha difeso i principi con cui i consiglieri sono stati eletti. Ha inoltre preso le distanze dall’affermazione del leader locale secondo cui in città non esisterebbe una crisi abitativa, sostenendo che il problema riguarda l’intero Paese.
Il leader di Reform è intervenuto anche sulla scarcerazione anticipata di centinaia di detenuti, misura introdotta per alleggerire la pressione sulle carceri. Pur criticando il governo laburista, Farage ha riconosciuto che l’esecutivo ha ereditato una situazione difficile dopo 14 anni di governi conservatori e ha chiesto la costruzione di nuovi istituti penitenziari.
Sul fronte conservatore, intanto, Kemi Badenoch prepara il congresso del partito proponendo una stretta sui sussidi per i giovani. Il piano prevede nuove condizioni per gli under 25 senza almeno sei mesi consecutivi di lavoro, con programmi intensivi per favorire l’ingresso nel mercato occupazionale.
La proposta conferma come, tra Brexit, welfare e immigrazione, la competizione tra Labour, Reform e Conservatori si stia facendo sempre più serrata.