MINNEAPOLIS – La famiglia di Renee Good, una dei due cittadini statunitensi uccisi a gennaio da agenti federali dell’immigrazione a Minneapolis, ha avviato due azioni legali contro il governo degli Stati Uniti e alcuni funzionari dell’amministrazione Trump, denunciando l’assenza di responsabilità per la sua morte.
Good, 37 anni, venne uccisa il 7 gennaio alla guida della propria automobile da Jonathan Ross, agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), mentre con la moglie partecipava a una delle proteste organizzate quotidianamente contro la presenza di agenti federali armati e mascherati dispiegati in Minnesota nell’ambito delle operazioni di espulsione.
Le cause accusano Ross e alcuni alti funzionari dell’amministrazione di uso eccessivo della forza, negligenza e violazioni dei diritti civili. La famiglia ha chiesto che la vicenda venga esaminata da una giuria e ha richiesto un risarcimento.
“Quanto accaduto a Renee è stato completamente insensato”, ha dichiarato il fratello Brent Ganger, sostenendo che dalla morte della donna non siano seguiti né responsabilità né cambiamenti nelle politiche adottate.
La Casa Bianca ha respinto le accuse, definendo le azioni legali prive di fondamento e annunciando che il governo si difenderà in tribunale.
La morte di Good aveva rafforzato le proteste contro Operation Metro Surge, la vasta operazione federale che aveva portato migliaia di agenti dell’immigrazione nelle strade del Minnesota. Donald Trump pose fine al dispiegamento straordinario nel febbraio successivo, continuando però a sostenere la necessità della propria linea politica sull’immigrazione.
Nei giorni successivi all’uccisione di Good, un agente ICE ferì alla gamba Julio Sosa-Celis, un corriere venezuelano, mentre due settimane dopo agenti federali uccisero Alex Pretti, infermiere statunitense impiegato presso il Department of Veterans Affairs.
Dopo la morte di Good, esponenti dell’amministrazione l’avevano inizialmente definita una “terrorista interna”. Il Dipartimento di Giustizia aveva inoltre impedito ai procuratori federali di Minneapolis di indagare sugli agenti coinvolti, decisione che aveva provocato le dimissioni di almeno sei magistrati federali.
Secondo le azioni legali, Good e la moglie Becca avevano accompagnato a scuola il figlio di sei anni prima di fermarsi su Portland Avenue dopo aver visto gli agenti ICE pattugliare la zona.
I filmati dell’episodio mostrano Ross avvicinarsi all’automobile. Poco dopo, mentre Good tentava apparentemente di allontanarsi, l’agente sparò tre colpi, raggiungendola alla testa, a un braccio e al torso.
La procuratrice della contea di Hennepin, Mary Moriarty, sta indagando sulle morti di Good e Pretti per accertare eventuali violazioni della legge del Minnesota. Le indagini locali sono state rallentate dalla decisione del Dipartimento di Giustizia di non condividere prove e informazioni raccolte dagli investigatori federali.