WASHINGTON – L’amministrazione Trump ha chiesto a Germania e Francia di utilizzare parte delle proprie riserve strategiche di gasolio per contribuire ad abbassare i prezzi internazionali, prospettando in caso contrario la possibilità di limitare le esportazioni statunitensi del carburante.
La richiesta rappresenta un ulteriore elemento di frizione nei rapporti tra Washington e l’Unione Europea, già segnati dalle controversie commerciali e dalle divergenze sulla spesa militare.
Il presidente Donald Trump sta valutando un possibile blocco delle esportazioni di gasolio nel tentativo di ridurre i prezzi interni dei carburanti in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
Per l’Unione Europea, tuttavia, un nuovo utilizzo delle scorte d’emergenza presenta un dilemma. Da un lato, una maggiore offerta potrebbe contribuire a contenere i prezzi; dall’altro, Bruxelles deve preservare riserve sufficienti nell’eventualità di un peggioramento della crisi energetica, soprattutto se non dovesse emergere un accordo tra Stati Uniti e Iran.
La task force energetica dell’UE, che riunisce la Commissione Europea e i 27 Stati membri, dovrebbe discutere la situazione in giornata (ora locale). Ieri si era già svolto un confronto tra Commissione, Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Irlanda sulla possibilità di liberare ulteriori quantità di gasolio.
Secondo una delle fonti coinvolte nei colloqui, Washington avrebbe chiesto all’Unione Europea di immettere sul mercato 120 milioni di barili di gasolio nell’arco dei prossimi sei mesi.
Gli Stati Uniti ritengono in particolare che Francia e Germania non abbiano dato piena attuazione agli impegni assunti in precedenza sulla liberazione delle riserve di petrolio e prodotti raffinati.
Il segretario all’Energia Chris Wright si è detto “molto fiducioso” che l’Unione possa contribuire a ridurre i prezzi ricorrendo alle proprie scorte, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione dei raccolti e dell’aumento della domanda di combustibile per il riscaldamento.
Anche il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sostenuto che Washington abbia già fatto la propria parte, ricordando il rilascio di 172 milioni di barili di petrolio statunitense nell’ambito di un accordo raggiunto a marzo tra i membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.
La situazione è aggravata dalle interruzioni delle forniture connesse con la guerra con l’Iran, dalla proroga russa del divieto di esportazione del gasolio fino alla fine di ottobre e dalla decisione delle raffinerie cinesi di sospendere le esportazioni di carburante nel mese di ottobre per rafforzare le riserve interne.
La Francia non ha commentato direttamente la richiesta americana. L’Eliseo ha però annunciato che Emmanuel Macron convocherà una videoconferenza dei leader del G7 per discutere l’aumento dei prezzi dei carburanti e la disponibilità globale di prodotti raffinati, compreso un possibile coordinamento nell’utilizzo delle riserve insieme all’Agenzia Internazionale dell’Energia.