MOSCA – Vladimir Putin ha affermato che il mondo sta vivendo un momento in cui occorre impedire che le crescenti tensioni internazionali conducano a un punto dal quale non sia più possibile tornare indietro.
Intervenendo al Valdai Forum di Mosca, il presidente russo ha sostenuto che la successione di misure e contromisure sempre più drastiche potrebbe innescare rapidamente scenari incontrollabili.
“Dobbiamo renderci conto che il momento in cui non sarà più possibile cambiare nulla può arrivare molto rapidamente e inaspettatamente per tutti”, ha dichiarato Putin, indicando nell’arroganza e nell’eccessiva fiducia nelle proprie capacità alcune delle cause alla base dell’attuale escalation.
Il leader del Cremlino ha richiamato in particolare l’esistenza di arsenali capaci di provocare devastazioni su scala globale.
Secondo Putin, non è possibile avere la certezza assoluta che le armi di distruzione di massa non verranno mai utilizzate, ragione per cui le potenze mondiali dovrebbero agire per evitare di avvicinarsi a quella soglia.
Nel corso dell’intervento, il presidente russo ha ribadito che Mosca non avrebbe intenzione di attaccare alcun Paese europeo e vorrebbe convivere pacificamente con i propri vicini.
Ha tuttavia confermato che la Russia prenderebbe in considerazione l’impiego di tutto il proprio arsenale, comprese le armi nucleari, qualora venisse colpito direttamente il territorio della Federazione Russa, citando in particolare Kaliningrad, l’exclave situata tra Polonia e Lituania.
Putin ha sostenuto che, in caso di attacco diretto, il ricorso a tutti i mezzi a disposizione di Mosca entrerebbe “inevitabilmente e immediatamente” nell’ordine del giorno.
Il presidente ha inoltre osservato che la Russia, in un eventuale confronto con la NATO, si troverebbe davanti a un avversario complessivamente più grande e sarebbe quindi costretta a fare affidamento sui propri vantaggi strategici.
Ha ricordato che Francia e Regno Unito dispongono di armi nucleari, ma ha anche sostenuto che la Russia possiede sistemi d’arma che altri Paesi non avrebbero a disposizione, definendoli un elemento di vantaggio competitivo.
Sul fronte della guerra in Ucraina, Putin ha escluso per il momento una sospensione agli attacchi russi contro obiettivi ucraini nell’area del Mar Nero.
Ha inoltre riconosciuto che gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe avrebbero avuto un impatto economico equivalente a circa l’uno per cento del prodotto interno lordo del Paese, aggiungendo che Mosca starebbe ora rispondendo con azioni analoghe.
Putin ha infine dichiarato di essere disponibile a un incontro trilaterale con il presidente cinese Xi Jinping e con il presidente statunitense Donald Trump, a condizione che venga prima definita un’agenda adeguata.