CANBERRA – La candidata indipendente “teal” Michelle Milthorpe ha investito in pubblicità sui social una cifra nettamente superiore rispetto agli avversari nella suppletiva di Farrer, alimentando il dibattito sul peso dei finanziamenti nella campagna.

Negli ultimi 90 giorni, Milthorpe ha speso oltre 71mila dollari in annunci digitali, distribuiti su 635 inserzioni. Una cifra che supera di circa quindici volte quella dei principali rivali: il candidato One Nation David Farley si è fermato a poco più di 2.400 dollari, mentre la Liberale Raissa Butkowski e il candidato dei Nazionali Brad Robertson hanno investito rispettivamente circa 4.100 e 4.800 dollari.

La forte presenza online si inserisce in una strategia che punta a consolidare l’immagine di candidata indipendente. Sul proprio sito, Milthorpe sottolinea di non essere legata a partiti e di poter lavorare trasversalmente con tutte le forze politiche.

Tuttavia, la sua campagna è sostenuta in modo rilevante da Climate 200, uno dei principali gruppi di finanziamento del movimento teal. I dati ufficiali dell’Australian Electoral Commission relativi alle elezioni federali 2025 indicano donazioni per oltre 208mila dollari, in gran parte provenienti da questa organizzazione.

Il tema dell’indipendenza si intreccia così con quello delle alleanze politiche. I Nazionali, insieme alla Coalizione, hanno deciso di favorire One Nation nelle preferenze, collocando Milthorpe più indietro nelle indicazioni di voto. Una scelta che riflette una strategia mirata a contenere l’avanzata dei candidati teal nei collegi tradizionalmente conservatori.

Il senatore Matt Canavan ha difeso apertamente l’accordo, sostenendo che l’elezione di un candidato teal sarebbe negativa per il collegio. Milthorpe ha invece criticato la decisione, interpretandola come un segnale di difficoltà per la Coalizione e un tentativo di difesa politica più che un’azione nell’interesse locale.

La candidata ha scelto di non indicare preferenze oltre al proprio nome, lasciando agli elettori piena libertà nella compilazione della scheda.

Il seggio di Farrer, istituito nel 1949, è tradizionalmente controllato dalla Coalizione e rappresenta un banco di prova importante per valutare la tenuta dei maggiori partiti e la capacità dei candidati indipendenti di erodere consenso.

Il voto è fissato per il 9 maggio 2026, con una campagna che si preannuncia intensa fino all’ultimo.