MELBOURNE - Melbourne vive giorni di paura. Quella che fino a poche settimane fa era una delle scene notturne più vivaci d’Australia è oggi attraversata da una spirale di violenza fatta di incendi dolosi, sparatorie e tentativi di rapimento.
Una serie di attacchi, almeno 18 secondo fonti dell’industria e dell’ambiente criminale, ha costretto proprietari e promoter a nascondersi, mentre i locali si trasformano in vere e proprie fortezze. L’episodio più recente ha colpito South Yarra, dove il celebre bistrot France-Soir e il vicino bar Le Splendide sono finiti nel mirino di un presunto piano di estorsione attribuito a una gang motociclistica.
L’ispettore Chris Murray, ha detto che due persone che si aggiravano davanti al locale con una tanica, sono stati notati da un automobilista che ha telefonato alla Polizia, che ha arrestato un 31enne di Sandringham e una 22enne di Mooroollbark, incriminandoli di possesso di imitazioni di armi da fuoco, stupefacenti e utilizzo di targhe false.
Il titolare di France Soir e Le Spendide, Jean-Paul Prunetti, ha detto di non sapere perché i suoi locali sono stati presi di mira: “Siamo rimasti un po’ scioccati perché non avrei mai pensato che ci sarebbe successo, ma è successo e basta”, ha detto.
Poche ore dopo, un incendio ha distrutto una distilleria di liquori, 80 Proof, a Keysborough, legata a figure note della ‘movida’ cittadina, di proprietà di George Grigoriadis e Danny Grant.
Secondo ricostruzioni investigative, l’attacco sarebbe collegato ad altri episodi, tra cui un incendio accidentale in una panetteria di Epping: il vero obiettivo, però, era un ufficio associato a importanti promoter ora irreperibili. Un biglietto minatorio lasciato fuori dall’edificio dove gli esecutori hanno colpito l’obiettivo sbagliato, con la scritta sgrammaticata: “Sei il prossimo”, ha ulteriormente alimentato il clima di tensione. Il nome dell’uomo sul messaggio, che è stato redatto dalla Polizia, è collegato alla distilleria 80 Proof.
Il dato più inquietante è l’assenza di una rivendicazione chiara. Né richieste né messaggi espliciti: solo violenza. Tra le ipotesi, quella di un nuovo schema estorsivo simile a quello che ha recentemente colpito il mercato illegale del tabacco, oppure il tentativo di una nuova organizzazione criminale di prendere il controllo della sicurezza dei locali, e con essa il traffico di droga.
Nel frattempo, la risposta degli operatori è drastica. Griglie in ghisa, dissuasori, cancelli secondari, sistemi avanzati di videosorveglianza e antincendio: anche a locali chiusi, le misure di sicurezza sono ormai permanenti.
La Polizia del Victoria ha intensificato la presenza visibile e sotto copertura nei quartieri del divertimento, mentre l’Arson and Explosives Squad indaga senza escludere alcuna pista. L’ispettore Chris Murray ha lanciato un appello pubblico invitando i cittadini a segnalare comportamenti sospetti, sottolineando il rischio anche per i clienti innocenti.
Le indagini hanno già portato ad alcuni arresti: tra gli esecutori materiali figurano adolescenti e giovani adulti reclutati per poche centinaia di dollari. Una dinamica che, secondo gli investigatori, richiama una sorta di “crimetasker”, un sistema in cui mandanti anonimi commissionano azioni criminali a basso costo tramite intermediari.
La sequenza di attacchi era iniziata a febbraio con un violento assalto al nightclub The Emerson, quando tre individui incappucciati hanno sfondato l’ingresso con un veicolo per poi cospargere benzina all’interno. Da allora, la lista dei bersagli si è allungata includendo locali iconici e ristoranti frequentati anche da figure della criminalità, oltre a strip club e discoteche del centro.
Nonostante le ipotesi, un elemento resta costante: nessuno degli esercenti colpiti ha denunciato richieste di estorsione dirette. Un dettaglio che confonde gli investigatori e rende il quadro ancora più oscuro.
Mentre la città prova a mantenere viva la propria vita notturna, il timore è che il peggio non sia ancora passato. Senza un movente chiaro e con una regia ancora nell’ombra, Melbourne resta in attesa di risposte, e sotto la minaccia di nuovi attacchi.