MELBOURNE – Dopo 25 anni alla guida della VATI, Ferdinando Colarossi tira le somme di un percorso che ha per lui un profondo significato professionale e umano. Prima come membro e poi come presidente, Colarossi ha visto e contributo attivamente a far crescere VATI, “fino a diventare un’associazione di insegnanti autorevole e rispettata”, come sottolinea.

“Sapere di aver contribuito in modo significativo alla promozione dell’insegnamento della lingua italiana nelle scuole del Victoria, è stato per me motivo di profonda gratificazione”.

Colarossi ricorda come il suo interesse per l’insegnamento della lingua italiana lo abbia spinto, a inizio carriera quando insegnava in una scuola superiore, a battersi per introdurre la lingua tra le materie di insegnamento.

“All’epoca, il francese, l’indonesiano e il latino facevano già parte del curriculum, ma desideravo offrire agli studenti una scelta più ampia e l’opportunità di entrare in contatto con la lingua e la cultura italiana”.

Alla luce dell’introduzione da parte del dipartimento dell’Istruzione di una politica a sostegno dei ‘Lighthouse programs’ - scuole modello in specifiche aree curriculari -, Colarossi ha pensato che “l’italiano potesse diventare un punto di forza importante per la nostra scuola e per la comunità”.

La certezza di poter offrire il proprio contributo, unita alla personale ricerca di migliorarsi l’ha poi convinto a unirsi a VATI, “era un’opportunità per lavorare accanto a educatori appassionati che condividevano la passione per la promozione dell’insegnamento della lingua italiana nel Victoria”.

In tutti questi anni Colarossi ha assistito a trasformazioni radicali, con la tecnologia che ha occupato uno spazio sempre maggiore nell’insegnamento delle lingue, come ha raccontato: “L’accessibilità delle risorse disponibili è straordinaria, rispetto a 25 anni fa. Oggi hanno a disposizione ricchi contenuti multimediali, piattaforme online, strumenti interattivi e materiali autentici provenienti direttamente dall’Italia”.

Contemporaneamente, anche la didattica si è evoluta in modo significativo, con “maggiore enfasi sulla comunicazione, sul coinvolgimento degli studenti e sulla comprensione interculturale”.

Ma, ha fatto notare Colarossi, stiamo in questo momento assistendo alla trasformazione più rivoluzionaria di sempre. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale, “sta già ridefinendo il mondo dell’istruzione e presenta sia entusiasmanti opportunità, sia grandi sfide per l’insegnamento delle lingue”.

In questo senso, gli educatori si vedono obbligati a sviluppare nuove competenze e ricercare metodi efficaci e sempre nuovi per portare in classe non solo la grammatica e il vocabolario, ma anche “esperienze di apprendimento coinvolgenti e culturalmente ricche, adattandosi al contempo a nuovi approcci pedagogici e strumenti digitali. La formazione professionale continua è diventata essenziale”, sintetizza l’ex presidente.

Riguardando agli oltre due decenni passati alla guida dell’Associazione, Ferdinando Colarossi ammette che una delle più grandi soddisfazioni “è stata di contribuire a fare della VATI una voce importante e una rete di supporto efficace per gli insegnanti di italiano nel Victoria”.

Basti pensare alla conferenza annuale, che rappresenta un momento importante di confronto per tutti i docenti, mentre offre loro una preziosa opportunità di formazione professionale e di condivisione di idee e buone pratiche.

“Sono inoltre molto orgoglioso dei viaggi di studio in Italia per insegnanti organizzati in collaborazione con il Co.As.It.”, un’occasione di approfondimento delle competenze linguistiche e di conoscenza culturale di grande valore per loro e per i loro studenti.

Per il futuro, Ferdinando Colarossi è ottimista, anche per la “posizione solida” in cui l’Associazione si trova in questo momento: “È finanziariamente stabile e ha conquistato un ruolo riconosciuto e rispettato nel sostegno all’insegnamento dell’italiano nelle scuole del Victoria”.

Con la speranza di una crescita continua, Colarossi ha ceduto il ruolo di presidente a Maria Brancolino, a cui va il suo augurio di “utilizzare le sue indubbie capacità e la sua personalità coinvolgente per accrescere ulteriormente il successo e il contributo della VATI all’insegnamento dell’italiano nelle scuole del Victoria”.

E la neoeletta presidente, si dice desiderosa di raccogliere il testimone in continuità con la direzione data fin qui. “Il mio obiettivo è quello di promuovere una comunità professionale collaborativa, dinamica e inclusiva, offrendo opportunità di formazione, condivisione di risorse e sviluppo professionale di alta qualità”, ha detto Brancolino, sottolineando la volontà di “rafforzare il ruolo dell’italiano nelle scuole, valorizzando non solo l’apprendimento linguistico, ma anche la ricchezza culturale italiana”.

Nella lista dei propositi del Comitato VATI, Maria Brancolino inserisce il sostegno allo sviluppo di programmi innovativi, allo scopo di offrire una serie di strumenti che aiutino gli insegnanti a motivare la classe nel proseguimento dello studio dell’italiano. “Credo fortemente nell’importanza delle lingue per lo sviluppo culturale, personale e globale degli studenti, e – aggiunge – desidero che VATI continui ad essere un punto di riferimento importante per gli insegnanti di italiano in Victoria”.