CANBERRA – La fiducia degli australiani nei confronti dei rappresentanti politici continua a diminuire, mentre cresce la richiesta di un governo più presente nella fornitura diretta dei servizi essenziali.
Un nuovo rapporto del Centre for Policy Development mostra che oltre l’80 per cento degli intervistati ritiene che i governi debbano mantenere la capacità di fornire direttamente servizi sociali e garantire che sanità, istruzione e assistenza all’infanzia restino universalmente accessibili.
Allo stesso tempo, quasi sei persone su dieci affermano di non ritenere che i propri rappresentanti eletti agiscano nel loro interesse, una percentuale aumentata progressivamente negli ultimi anni.
Quasi il 70 per cento ritiene inoltre la politica moderna troppo concentrata sui vantaggi elettorali di breve periodo e insufficientemente orientata alle sfide di lungo termine.
Il rapporto viene pubblicato mentre One Nation registra un aumento dei consensi, alimentato anche dal malcontento verso i due principali partiti.
Il CEO del Centre for Policy Development Andrew Hudson ha affermato che i risultati mostrano una richiesta esplicita di politiche più ambiziose e di una maggiore capacità dello Stato di intervenire concretamente nella vita quotidiana.
“Quello che emerge abbastanza chiaramente è che gli australiani vogliono che questi servizi vengano forniti e che su molte di queste questioni esiste un consenso bipartisan”, ha dichiarato.
Hudson ha osservato che alcune proposte di riforma possono trovare punti di contatto anche tra forze politiche molto distanti.
Ha citato la richiesta di Pauline Hanson di una revisione del sistema fiscale e ha sostenuto che, su alcune grandi riforme economiche e sociali, potrebbero emergere convergenze anche tra One Nation e i Verdi.
La ricerca rileva inoltre che il 65 per cento degli intervistati vorrebbe che i cittadini comuni avessero un ruolo molto maggiore nella definizione delle priorità politiche fondamentali.
Secondo il rapporto, si sta rafforzando la domanda di rappresentanti più legati alle proprie comunità locali e maggiormente concentrati sui problemi che incidono direttamente sulla vita delle persone.
“Per ricostruire la fiducia pubblica, governi e politici devono essere visti mentre forniscono in modo diretto e tangibile ciò di cui le comunità hanno bisogno”, si legge nel documento.
Hudson ha descritto questa tendenza come una “ondata populista a favore di un governo operativo”, capace di garantire servizi come sanità e istruzione senza ridurne il ruolo.
“Quello che il pubblico sta dicendo è: non smantellateli, non riduceteli, investiteci e portateli a uno standard capace di migliorare la nostra qualità della vita”.