PARIGI - Macron e Merz riconoscono l’impossibilità di superare lo stallo industriale, ma non chiudono del tutto la cooperazione militare.

Francia e Germania non proseguiranno lo sviluppo congiunto del nuovo caccia europeo previsto dal programma Future Combat Air System (FCAS), dopo mesi di stallo tra le aziende coinvolte e divergenze sulle priorità militari dei due Paesi.

Secondo funzionari francesi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente Emmanuel Macron hanno discusso il dossier la scorsa settimana nel Montenegro e hanno concluso che non esistono più le condizioni per sbloccare il confronto tra i gruppi industriali impegnati nel progetto.

Il programma FCAS avrebbe dovuto ruotare attorno a un caccia di nuova generazione, affiancato da droni e collegato a una rete dati militare riservata, definita “combat cloud”. L’obiettivo era costruire uno dei principali pilastri della difesa europea futura. Ma le trattative tra Dassault e Airbus si sono arenate su specifiche tecniche, ripartizione dei compiti e controllo del progetto.

L’Eliseo ha reso noto che le autorità tedesche hanno ritenuto “non possibile esercitare ulteriore pressione sulle aziende interessate”. La stessa nota aggiunge che le autorità francesi continueranno a incoraggiare imprese e forze armate a esplorare strade per portare avanti progetti europei ambiziosi, purché coerenti con gli interessi di sicurezza nazionale della Francia.

Parigi e Berlino non intendono comunque abbandonare ogni aspetto del programma. Secondo le fonti, i Paesi coinvolti continueranno a sviluppare il sistema collegato di droni e la rete dati, due componenti ritenute ancora compatibili con una cooperazione industriale europea.

L’abbandono del progetto del caccia conferma la difficoltà di conciliare le esigenze strategiche francesi e tedesche. Merz ha messo apertamente in dubbio l’utilità, per la Germania, di sviluppare un caccia pilotato di sesta generazione. Ha inoltre osservato che l’aeronautica tedesca non ha bisogno di un velivolo capace di trasportare armi nucleari e di operare da una portaerei, caratteristiche più vicine alle necessità francesi.

Per Macron, invece, il progetto toccava anche la proiezione militare autonoma dell’Europa e la capacità industriale del continente. La rottura non cancella l’idea di una difesa europea più integrata, ma ne mostra ancora una volta il limite principale: quando gli interessi nazionali divergono, la cooperazione procede solo fin dove industria e strategia riescono a restare allineate.