PARIGI - Il tribunale amministrativo di Parigi ha bocciato il ricorso d’urgenza presentato dalla giornalista filorussa Xenia Fedorova contro il provvedimento di espulsione dal territorio transalpino e il contestuale congelamento dei suoi beni. La decisione dei giudici si fonda sul fatto che la cronista non abbia dimostrato “l’estrema urgenza” della sua richiesta.  

Agli arresti domiciliari da mercoledì, Fedorova si è limitata a “dichiarare, senza fornire dettagli, che l’obbligo di presentarsi alle autorità le causa disagio”. Di conseguenza, la nota dell’organo giudicante ha chiarito che “il giudice ha stabilito che non sussisteva la condizione di estrema urgenza”.   

Accusata di essere “un canale per campagne di disinformazione orchestrate dalle autorità russe” con l’obiettivo di “destabilizzare l’ordine pubblico” in Francia, la giornalista (nota per le sue collaborazioni con emittenti e testate come CNews, Europe 1 e il settimanale JDNews) era stata colpita la scorsa settimana dalle misure restrittive spiccate dai ministeri dell’Interno e dell’Economia.  

Nel ricostruire l’iter processuale, il tribunale ha osservato: “Per ottenere la sospensione dell’esecuzione di tali provvedimenti, Xenia Fedorova, che aveva la possibilità di scegliere tra una richiesta di provvedimento cautelare, subordinata alla dimostrazione dell’urgenza, e una richiesta di provvedimento cautelare, subordinata alla dimostrazione di estrema urgenza che giustificasse l’adozione di misure entro quarantotto ore, ha optato per quest’ultima”. Nelle motivazioni della sentenza, i magistrati hanno evidenziato come la procedura scelta dalla ricorrente “non poteva limitarsi a invocare presunzioni non applicabili al suo caso, ma avrebbe dovuto affrontare le gravi conseguenze personali derivanti dai provvedimenti contestati, cosa che non ha fatto nella sua richiesta”.   

La crescente presenza televisiva e radiofonica di Fedorova all’interno dei media legati al miliardario conservatore Vincent Bolloré aveva sollevato forti apprensioni circa i rischi di manipolazione del dibattito pubblico, in vista della campagna per le elezioni presidenziali del 2027. Per motivare l’ordine di espulsione, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha fatto esplicito riferimento alle “numerose dichiarazioni da lei rilasciate che riprendono sistematicamente la propaganda del Cremlino riguardo al coinvolgimento della Francia, a quanto sta accadendo in Ucraina e alle ragioni e motivazioni dell’aggressione russa in Ucraina”. A queste parole si sono aggiunte quelle del ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, che ha qualificato la cittadina russa come un vero e proprio “agente di influenza”. 

A completare il quadro dei provvedimenti è intervenuto il congelamento dei beni, una misura con cui il ministero dell’Economia e delle Finanze intende prevenire la commissione di “ulteriori atti di interferenza”. L’atto vieta l’erogazione o l’impiego di “fondi o risorse economiche a beneficio di questa persona fisica e di persone giuridiche o di qualsiasi altra entità da lei controllata, posseduta o che agisca consapevolmente per suo conto”.