PAVIA - Spunta un nuovo documento del Ris di Parma sulle analisi dei pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Si tratta di un foglio di lavoro del 2007 che, secondo l’ultima consulenza dei pm di Pavia, non sarebbe stato inserito nelle relazioni tecniche o nei verbali trasmessi all’epoca alla Procura.
Il nuovo reperto si aggiunge ad altre anomalie emerse nei giorni scorsi, a cominciare dai dati grezzi di due analisi del 20 settembre 2007, entrambe con esito nullo rispetto al Dna di Chiara presente sui pedali, che non sarebbero state depositate. Quei risultati arrivavano dopo un precedente esame del 19 settembre, nel quale era stato indicato un match con il Dna di Chiara.
Il nuovo documento è stato acquisito l’11 settembre scorso nei laboratori del Ris di Parma. Riguarda un campione riferibile alla bici di Stasi, indicato con la sigla “bu_p_bis” e datato 26 settembre 2007. In quel foglio il campione viene quantificato in parte come “Dna umano” e in parte come “maschile”.
Il punto è rilevante perché le analisi sui pedali della bicicletta sono uno dei passaggi più discussi dell’inchiesta originaria. Nella relazione del 24 settembre 2007, il capitano del Ris Alberto Marino aveva scritto che il Dna trovato sui pedali apparteneva “oltre ogni ragionevole dubbio” a Chiara Poggi e aveva parlato di “microtracce di consistenza ematica”.
Secondo la nuova consulenza, però, le verifiche del Ris sui pedali non si fermarono a quella relazione. Successivamente sarebbero stati effettuati altri prelievi, indicati con la sigla “bu_p” che risultano citati nei verbali, ma il cui foglio di lavoro, con la quantificazione del campione “bu_p_bis” che non sarebbe confluito negli atti.
Sempre tra gli atti recuperati è comparso anche un appunto, riconducibile a Marino, relativo a un Obti test del 20 settembre 2007. L’Obti serve a cercare sangue umano sulle tracce analizzate e, secondo quell’appunto, avrebbe dato esito negativo. Anche di questo test non risulterebbe traccia nel fascicolo dell’epoca.
La questione riguarda quindi tre passaggi diversi: il match con il Dna di Chiara indicato nella relazione del 24 settembre, gli esiti nulli del 20 settembre non depositati e il nuovo foglio di lavoro del 26 settembre su un campione con Dna umano e maschile.
La vicenda può avere un peso nel nuovo fronte aperto a Pavia, dove la Procura ha chiuso l’inchiesta su Andrea Sempio, accusato dell’omicidio aggravato di Chiara Poggi, e la difesa di Stasi sta preparando la richiesta di revisione della condanna a 16 anni.