ROMA - Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha annunciato un’interrogazione al ministero del Lavoro su “Due Spicci”, la nuova serie di Zerocalcare prodotta per Netflix, dopo alcune indiscrezioni di stampa su presunti ritmi di lavoro e compensi ritenuti non adeguati da parte di alcuni collaboratori.
Al centro dell’iniziativa parlamentare ci sono le notizie pubblicate da “Il Giornale”, secondo cui alcuni lavoratori coinvolti nella produzione avrebbero lamentato paghe da sei euro l’ora e un aumento del carico di lavoro legato a un numero di episodi superiore rispetto alle previsioni iniziali.
Il senatore azzurro richiama il ruolo di Michele Rech, in arte Zerocalcare, indicato come ispiratore dell’iniziativa, e definisce “paradossale” l’ipotesi che una serie dedicata al contrasto dello sfruttamento del lavoro e alla denuncia della precarietà possa essere finita al centro di accuse analoghe.
“Trattandosi di ipotesi non posso che chiedere una verifica attraverso un’interrogazione al ministero competente”, ha aggiunto Gasparri, secondo cui l’obbiettivo è verificare se nella produzione di “Due Spicci” siano stati rispettati i trattamenti economici e normativi previsti per il settore.
“In fondo, una ispezione ministeriale fatta dalle autorità preposte ai controlli sul lavoro potrebbe fugare ogni sospetto ed evitare di pensare che per fare ‘due spicci’ in tv si siano dati due spicci a lavoratori trattati in maniera non adeguata”, ha concluso Gasparri, aggiungendo: “Non sarebbe la prima volta che qualcuno predica bene ma razzola male”.
Movimenti Production, produttrice della serie insieme a DogHead Animation, ha immediatamente respinto le accuse, parlando di “attacco inaccettabile” partito da un collettivo di persone che si celano dietro l’anonimato e fondato su accuse prive di alcuna attendibilità.
“Tanto Movimenti Production quanto DogHead Animation tutelano da sempre il lavoro e i lavoratori del mondo dell’animazione e non hanno mai proposto condizioni contrattuali fuori legge, né hanno mai posto in essere condotte di sfruttamento del lavoro”, si legge nella nota.
Le due società sostengono di essersi sempre comportate “nel pieno rispetto della normativa applicabile, dei diritti e della dignità delle persone coinvolte nelle proprie produzioni”, adottando comportamenti coerenti con “correttezza, legalità e responsabilità professionale”.
Movimenti Production contesta anche la diffusione di attacchi basati su dichiarazioni “non verificate e non verificabili”, sottolineando che l’azienda non sarebbe stata contattata per un riscontro diretto: “Fino a oggi, a fronte di numerose produzioni, non ci sono mai pervenute lamentele attraverso le associazioni di categoria, istituzionalmente riconosciute e alle quali ogni artista ha la possibilità di rivolgersi”, si legge nella nota.
I produttori annunciano quindi di avere dato mandato ai propri avvocati per procedere per vie legali, definendo le pubblicazioni “fortemente diffamatorie e lesive” della loro immagine, e ribadiscono la disponibilità al confronto con le associazioni di categoria “per arrivare a un dialogo costruttivo per tutti”.