BOGOTÁ – La partecipazione cittadina ha segnato un dato rilevante nelle elezioni presidenziali colombiane del 2026.
Secondo quanto evidenziato dal Registrador Nacional Hernán Penagos Giraldo– il presidente dell’ufficio elettorale – il numero di votanti è cresciuto sensibilmente rispetto alle consultazioni di quattro anni fa, confermando un’aumentata la fiducia dei cittadini nel sistema democratico del Paese.
Penagos Giraldo ha annunciato che circa 2,4 milioni di persone in più hanno esercitato i propri diritti politici, rispetto alle elezioni presidenziali di quattro anni fa. “Senza dubbio, è una dimostrazione di cultura democratica e di come la società colombiana validi i propri principi e invii un messaggio su ciò che siamo come nazione”, ha affermato ringraziando gli oltre 850.000 scrutatori che hanno proceduto al conteggio dei voti e alla compilazione dei verbali.
Il funzionario ha poi sottolineato che 9.300 giudici, notai e registratori di strumenti pubblici stanno portando avanti lo scrutinio ufficiale dei risultati. “È stata una giornata democratica trasparente e libera”, ha puntualizzato.
Le dichiarazioni arrivano dopo le critiche espresse dal presidente colombiano Gustavo Petro che, ieri, quando erano stati diffusi soltanto i preconteggi informativi, ha contestato pubblicamente i dati attraverso il suo account su X.
Il capo dello Stato aveva sottolineato che i dati non avevano valore vincolante, denunciando presunte alterazioni nel software incaricato della trasmissione dei dati. Petro ha fatto riferimento a presunte modifiche dell’ultima ora agli algoritmi e a una presunta incongruenza di 800.000 documenti d’identità rispetto al censimento elettorale ufficiale.
La Registraduría Nacional del Estado Civil ha subito risposto con un comunicato, ricordando che i risultati elettorali devono essere rispettati e che eventuali reclami devono essere presentati con prove e attraverso i canali legali, “non dal rumore, dal sospetto o dalla pressione politica”.
Di fronte alle dichiarazioni del presidente, diversi organismi nazionali e internazionali che hanno partecipato come osservatori del processo elettorale hanno espresso sostegno al lavoro tecnico e istituzionale della Registraduría.
Il magistrato del Tribunale Elettorale di Città del Messico, José Jesús Hernández Rodríguez, ha sottolineato la solidità della democrazia colombiana dichiarando che insieme agli altri i 1.500 osservatori internazionali hanno potuto constatare le garanzie elettorali e l’organizzazione del processo.
Anche Juanita Goebertus, direttrice della divisione per le Americhe di Human Rights Watch, ha difeso l’indipendenza e l’affidabilità del sistema elettorale colombiano, definendo “deplorevoli” e “ingiustificati” i commenti del presidente Petro.
La Missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea ha presentato il suo primo rapporto sulle elezioni presidenziali di domenica, secondo il quale il comizio si è svolto in modo ordinato, trasparente e senza incidenti gravi nei seggi e nei punti di osservazione verificati.
Sulla stessa linea si è espresso Scott Campbell, rappresentante in Colombia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, il quale ha confermato che l’organismo non ha documentato “violazioni o vulnerazioni significative dei diritti umani” durante la giornata elettorale.