TEL AVIV - Gli esami sui resti umani consegnati ieri da Hamas e analizzati presso l’istituto di medicina legale Abu Kabir a Tel Aviv hanno dato esito negativo: non appartengono a nessuno dei due ostaggi che si ritiene siano ancora nella Striscia di Gaza. 

L’ufficio del Premier Benjamin Netanyahu ha confermato l’esito negativo, informando immediatamente le famiglie dei due ostaggi: l’israeliano Ran Gvili e il thailandese Sudthisak Rinthalak. “Gli sforzi per riportarli a casa non verranno interrotti fino a quando la missione non sarà stata completata, quella di riportarli nel loro Paese per una degna sepoltura”, ha assicurato l’ufficio del premier. 

Le autorità israeliane, tramite il Cogat (l’organismo del ministero della Difesa che sovrintende agli affari civili nei territori palestinesi), hanno annunciato la riapertura “nei prossimi giorni” del valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. L’apertura sarà esclusiva per l’uscita dei cittadini palestinesi verso il territorio egiziano, in conformità con l’accordo di cessate il fuoco. 

Un giornalista palestinese, identificato come Mahmoud Wadi, è stato ucciso in un attacco condotto dalle forze israeliane a Khan Younis, nel settore meridionale di Gaza. L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che un altro cronista è rimasto ferito in seguito a un raid aereo con droni. Fonti locali hanno specificato che Wadi utilizzava una telecamera drone per il suo lavoro. Un portavoce dell’esercito israeliano ha confermato l’apertura di un’indagine in merito alla notizia. 

Un retroscena diplomatico rivelato da Channel 12, citando fonti Usa, ha svelato i contenuti di una telefonata tesa tra Netanyahu e Donald Trump: il premier israeliano avrebbe chiesto all’omologo Usa di continuare ad assisterlo nella sua richiesta di grazia al Presidente israeliano Isaac Herzog. Trump, pur dicendosi convinto che la questione della grazia “avrebbe funzionato”, non si sarebbe impegnato in ulteriori passi. 

Il tycoon avrebbe invece incalzato Netanyahu affinché si comporti da “partner migliore” nel portare avanti l’accordo di pace su Gaza. Trump avrebbe, dunque, posto una domanda critica al premier israeliano: perché gli operativi di Hamas intrappolati nei tunnel “vengono uccisi e non lasciati arrendere?”. Netanyahu avrebbe risposto assicurando che “sta facendo del suo meglio”.