BERLINO - Un drone carico di una miscela esplosiva ad alto potenziale, individuato e bloccato la notte del 5 agosto 2026 da un autista di autobus all’aeroporto di Lipsia/Halle, ha riacceso le tensioni geopolitiche tra la Germania e la Russia. Il velivolo non è esploso a causa del distacco dell’innesco, evitando per poco la detonazione a ridosso di un aereo da trasporto ucraino carico di armi europee.
Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, al termine di una riunione operativa con gli inquirenti, ha parlato apertamente di una nuova fase di escalation: “Si tratta di un nuovo livello di minaccia”. Escludendo l’azione di dilettanti, il ministro ha ipotizzato uno “scenario di attacco ibrido” che potrebbe vedere il coinvolgimento di “potenze straniere”.
L’ambasciata russa a Berlino ha respinto seccamente ogni addebito, definendo l’episodio come una “provocazione orchestrata in fretta e furia” attraverso un comunicato sul proprio canale Telegram: “È chiaro che questa provocazione serve esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea”. La missione diplomatica di Mosca ha aggiunto che “il pericolo principale per la Germania oggi non sono i famigerati ‘attacchi ibridi’ di Mosca, che non esistono, bensì i politici che tramano con entusiasmo una futura guerra con la Russia”, denunciando una nuova ondata di “isteria anti-russa” alimentata da accuse “in totale assenza di prove”.
L’aeroporto di Lipsia/Halle rappresenta un’infrastruttura critica di primario livello, definita dal colosso logistico DHL come il cuore di una catena distributiva globale con oltre 2.500 tonnellate di merci movimentate ogni giorno e 23.600 movimenti cargo all’anno. A questo ruolo commerciale si affianca una rilevanza militare strategica cresciuta a partire dai primi anni 2000, quando lo scalo veniva impiegato come hub di transito dalle truppe statunitensi dirette in Afghanistan e dalla Bundeswehr per il trasporto di mezzi pesanti.
Con lo scoppio della guerra d’aggressione russa contro l’Ucraina nel 2022, la funzione strategica dello scalo è ulteriormente aumentata. L’aeroporto ospita il programma di trasporto aerospaziale Strategic Airlift International Solution (SALIS) della Nato — basato su un contratto quinquennale siglato nel 2021 tra la NSPA e la società Antonov Logistics SALIS, che garantisce a nove Paesi dell’Alleanza Atlantica l’accesso ai grandi aerei da trasporto Antonov AN-124-100 per carichi eccezionali.
A causa delle restrizioni operative in Ucraina, Lipsia è diventata una delle basi principali fuori dai confini ucraini per la flotta di Antonov Airlines, con centri di manutenzione già attivi e un nuovo grande hangar in fase di realizzazione.
Il ritrovamento del drone carica d’esplosivo non rappresenta un fatto isolato. Negli ultimi mesi lo scalo di Lipsia ha registrato molteplici sorvoli non autorizzati da parte di velivoli senza pilota. I dati della Deutsche Flugsicherung evidenziano che nel 2023 sono stati registrati 151 incidenti legati ai droni nei cieli tedeschi, con gli aeroporti di Francoforte e Lipsia-Halle risultati i più colpiti (21 casi ciascuno), con conseguenti temporanee sospensioni del traffico aereo.
Lo scalo era già stato al centro di precedenti azioni di sabotaggio: nel luglio 2024, le indagini avevano fatto emergere la spedizione tramite i servizi DHL e DPD di quattro pacchi contenenti ordigni incendiari progettati per prendere fuoco durante il volo. Uno di essi prese fuoco proprio nel centro di smistamento di Lipsia prima dell’imbarco.
L’esperto di sicurezza Nico Lange inserisce questi episodi nel contesto della guerra ibrida attribuita alla Russia, la quale include anche attacchi informatici e incendi dolosi, pur precisando che un legame diretto e ufficiale con l’evento del 5 agosto non è stato formalmente confermato.
Gli incidenti con i droni interessano da tempo diverse nazioni europee e i Paesi Baltici. Già a fine maggio, nel corso di una visita a Vilnius, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva evidenziato come la Russia testasse la sicurezza dello spazio aereo dell’Unione nell’ambito di una strategia di destabilizzazione.
Per far fronte a queste minacce, la Germania ha progressivamente potenziato il proprio impianto normativo e difensivo: da ottobre 2025 la Polizia Federale dispone della facoltà di abbattere droni in presenza di determinate condizioni e presso lo scalo di Lipsia è entrato in funzione un sistema specifico di neutralizzazione. Ciononostante, il ministro dell’Interno della Sassonia, Armin Schuster, parla di una vera e propria “corsa agli armamenti” tra aggressori e apparati di sicurezza.
Come spiegato a ZDFheute dall’esperto Christian Kaiser, la difesa dai droni presenta complessità tecniche rilevanti: prima della fase di abbattimento finale, i velivoli devono essere tempestivamente individuati mediante radar, telecamere o scanner di frequenza, per poi consentire la valutazione del livello di minaccia e la successiva risposta operativa.