ROMA – Neanche il tempo di contare i danni che nel centro di Milano è tornata la guerriglia urbana.

Via social i giovanissimi si sono di nuovo dati appuntamento intorno a piazza Duomo: segno di riconoscimento abbigliamento generalmente nero, con felpa e cappuccio. Hanno di nuovo spaccato vetrine e saccheggiato negozi e supermercati. In serata il bilancio dei fermati è salito a oltre 200, di cui minorenni circa l’80%.

La premier Giorgia Meloni, dopo quanto accaduto ieri non solo a Milano ma in diverse città italiane come Torino e Bologna, dove la Confcommercio ha stimato danni per oltre mezzo milione, ha convocato un vertice sull’ordine pubblico, per fare il punto sulla gestione delle piazze, analizzare i report di Intelligence su un fenomeno ancora tutto da comprendere e, ha anticipato, per “valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”.

In particolare si pensa a norme sui minorenni, con la consapevolezza dell’imprescindibile confronto con il Quirinale su temi simili. La suggestione, si racconta nel centrodestra, è quella di un intervento sulla falsa riga del decreto Caivano. E FI suggerisce la convocazione di un Cdm nel capoluogo lombardo, “quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati”. Un’idea ancora da approfondire ai piani alti dell’esecutivo.

Il vertice, domani, dovrebbe precedere o seguire quello sulla manovra previsto attorno alle 12.30. In presenza o in videocollegamento, al tavolo con Meloni ci dovrebbero essere i vertici di Servizi e Forze dell’ordine, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi (che nelle scorse ore ha avuto una riunione con il capo della Polizia e i massimi dirigenti del Viminale sui disordini a Milano), quello della Difesa Guido Crosetto e i due vicepremier. Salvini già indica una soluzione: traslare in un decreto alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza varato dal governo a metà luglio e in esame al Senato.

Già una stretta era arrivata a febbraio, dopo il caos al corteo per Askatasuna, con il fermo preventivo. Una misura che secondo le opposizioni non ha funzionato. E che Salvini vuole estendere ai minori, come previsto dal ddl in Senato, che contiene anche la procedibilità d’ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro, per danneggiamenti di gruppo. Il leader leghista cita anche il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all’arresto differito.

Salvini, che ha sempre nel mirino il ritorno al Viminale dopo il voto (è “precondizione per ogni futuro Governo”, chiarisce il suo fedelissimo Claudio Borghi) domani a Milano in una conferenza stampa insisterà sulla “norma anti-maranza” e sui paletti per la cittadinanza a chi commette reati gravi. Ed invoca “maggiore libertà d’azione, nel rispetto dei codici, per le forze dell’ordine, sulla potenza degli idranti e il taser”, rilanciando della cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, nonché “il potenziamento di Strade sicure”.

FdI si rivolge alle opposizioni per chiedere la sottoscrizione di una proposta di legge, nata dopo i disordini No Tav in Val Susa, “che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana”.

Al termine di una domenica convulsa, anche FI fa il punto in una riunione convocata da Tajani. Un confronto in cui è emersa la preoccupazione che il fenomeno di guerriglia urbana possa dilagare. Nonché una serie di richieste: il rafforzamento di Strade sicure, l’assunzione di nuovo personale delle forze di sicurezza e “affrontare con la massima fermezza il tema del coinvolgimento dei minori nei disordini”.

Per gli azzurri “occorre dotare le forze dell’ordine degli strumenti regolamentari e normativi per procedere all’arresto dei minorenni, specie nei casi di devastazione e saccheggio, e accelerare l’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni”.

Fonti qualificate assicurano che al momento non è previsto l’esame di bozze di decreto. Ma le ipotesi verranno messe sul tavolo a Palazzo Chigi. Se si deciderà di procedere con un provvedimento d’urgenza non è escluso che approdi nel prossimo Cdm, previsto per venerdì.