Giotto arriva allo skate park con la naturalezza di chi entra nel proprio salotto. Bulldog che i genitori definiscono “italo-australiano”, un occhio solo e una sicurezza da veterano: appena mette zampa al Sydney Park dove ci sono le piste da skate, va dritto verso la pista e si inserisce tra i ragazzi più esperti come se fosse uno di loro.

Greg Denaro, suo proprietario, racconta ridendo che Giotto era “il penultimo della cucciolata, quello che nessuno voleva, cercavano un cane tranquillo, da vita rilassata... È l’opposto, ha un’energia inesauribile!”, dice con quella rassegnazione tenera di chi sa benissimo di aver perso il controllo della situazione e di esserne felice.

La passione per lo skate nasce da cucciolo: “Pensavamo non gli piacesse il rumore, come succede a tanti cani. Invece era solo… pazzo per lo skate”.

Nessun trucco, nessun addestramento. Greg scherza dicendo “baseball bat and pain”, poi si corregge subito: “No, no, lui ha imparato da solo”.

La prima tavola era stata lasciata in giardino senza grandi aspettative. Due sere dopo, Giotto era fuori da solo, sul prato, a spingerla avanti e indietro come se avesse ricevuto un’istruzione segreta. Da lì, parcheggi, marciapiedi, skate park. “Mi ha quasi strappato una spalla un giorno”, ricorda Greg, perché appena vedeva qualcuno su una tavola scattava come una molla.

Da ingegnere edile in pensione, Greg ha iniziato a costruire skateboard su misura per Giotto: “Quelli per i bambini non vanno bene, si farebbe male”. Ha comprato del compensato, ha smontato le ruote dello skate lasciato in giardino e ha testato forme e misure finché non ha trovato quelle perfette: larga quanto le spalle di Giotto, lunga quanto serve per impedirgli di ribaltarsi. “Sembra semplice, ma è perfetta per un cane”. Circa otto settimane fa Giotto ha perso un occhio a causa di un tumore che aveva generato glaucoma. “Temevamo cambiasse tutto. Invece no. Forse è un pò più soggetto a qualche inciampo, ma potrebbe essere solo l’età”, spiega Greg. Con la tavola sotto le zampe, resta lo stesso: concentrato, determinato, impermeabile a qualunque distrazione. “Quando ha la tavola sotto le zampe non gli interessano neanche gli altri cani. È solo board, board, board”, aggiunge la moglie Daniela Vincenzi.

Giotto ama soprattutto andare sullo skateboard insieme ai bambini: li guida, accelera, li invita a seguirlo. E poi c’è la sua seconda ossessione: le surfboat. Quando le sente al largo, impazzisce. Un giorno è saltato dentro una barca della squadra di Wanda Beach Life Saving mentre si allenavano, e loro, increduli, l’hanno portato mezzo chilometro fuori. “Può nuotare due ore, anche se è un bulldog. È un atleta”.

Greg e sua moglie Daniela, lei nata a Modica, con padre veneto, lui figlio di immigrati siciliani, vivono a Cronulla. Giotto sta sullo skateboard tre o quattro volte alla settimana. Il resto del tempo solo passeggiate e qualche incursione acquatica.
Ora stanno puntando al Guinness World Records: “Ce ne sono cinque che potrebbe fare… forse tutti e cinque in un giorno”, dice Greg. Velocità, equilibrio, resistenza: categorie mai tentate davvero da un cane. “Non c’è un altro cane al mondo che fa skate con gli esseri umani così - aggiunge Daniela -. Vorremmo che fosse riconosciuto in qualche modo, ricordato”.

L’unico supporto concreto arriva dal Sydney Animal Hospital di Erskineville, che li aiuta nelle spese veterinarie. Il resto è passione, dedizione e un bulldog che, ogni volta che mette le zampe sulla tavola, sembra dichiarare la cosa più semplice e più vera: questo è il mio posto.

E guardandolo scendere nella pista, affiancato da ragazzini che potrebbero essere suoi fan o suoi rivali, è difficile dargli torto: Giotto non interpreta un ruolo, semplicemente fa quello che gli riesce naturale. E naturale, per lui, è sfrecciare sulla sua tavola costruita su misura.