SYDNEY - Mark Latham ha evitato un’udienza di tre giorni sulle accuse mosse dall’ex compagna Nathalie Matthews, dopo il ritiro della richiesta di ordine di protezione presentata contro di lui.

La domanda è stata abbandonata oggi, con il consenso delle parti, davanti alla Downing Centre Local Court di Sydney.

Matthews, 38 anni, aveva accusato Latham di averla sottoposta ad abusi emotivi e fisici continuati. Le accuse, però, non sono oggetto di contestazioni penali e restano non verificate. La Local Court aveva rifiutato di pubblicare i documenti del procedimento, che avrebbero dettagliato le contestazioni contro il deputato.

Latham, 65 anni, indipendente di destra nella Camera Alta del New South Wales, non era presente in aula. Il suo legale ha detto ai giornalisti fuori dal tribunale che si tratta di un buon risultato per il suo assistito. Non sono stati emessi ordini sulle spese legali a carico di nessuna delle parti.

Il parlamentare aveva già sostenuto sette mesi fa che la richiesta fosse stata ritirata. In un messaggio pubblicato a ottobre su X, aveva scritto che il procedimento era stato cancellato e che la domanda era stata abbandonata, definendo la vicenda chiusa. La conferma formale è arrivata solo oggi.

Per Latham, la decisione rappresenta una rara vittoria giudiziaria dopo una serie di sconfitte pubbliche e legali. Ad aprile, il Tribunale civile e amministrativo del NSW gli ha imposto una multa da 100mila dollari, stabilendo che un tweet osceno rivolto al collega Alex Greenwich costituiva molestia sessuale. In precedenza, la Corte Federale aveva già stabilito che lo stesso messaggio era diffamatorio, ordinando a Latham di pagare 140mila dollari di spese legali.

La carriera politica di Latham resta una delle più tortuose della politica australiana recente. Nel 2004 guidò il Partit laburista alle elezioni federali contro John Howard, perdendo nettamente. Poco dopo lasciò il Parlamento federale e fu, più tardi, espulso dal partito.

Dopo anni da commentatore e figura polemica, tornò in politica con One Nation, guidando il rientro del partito nel Parlamento del NSW nel 2019. Nel 2023 uscì anche da quel movimento, dopo una rottura con Pauline Hanson, e da allora siede come indipendente.

Negli ultimi mesi è stato coinvolto in altri scandali, compreso quello sulle foto scattate a deputate senza il loro consenso, per le quali si è scusato. Questa volta, però, il fronte giudiziario si chiude senza udienza e senza ulteriori ordini legali.