ROMA - Si parte da Trieste e si arriva a Roma. Sarà la seconda partenza del Giro d’Italia in Friuli dopo il 1981, mentre la Capitale si prepara invece a vivere il quinto gran finale consecutivo, il nono complessivo della storia di una corsa rosa che nel 2027 giungerà all’edizione numero 110.
Il Giro 2027 fin dalla prima settimana alterna occasioni per i velocisti, percorsi mossi e i primi appuntamenti in salita. La Corsa Rosa prevede, per la prima tappa, partenza e arrivo a Trieste, con nel mezzo uno sconfinamento in Slovenia e tre insidie altimetriche negli ultimi 40 chilometri. La seconda frazione, da Ljubljana a Koper, si svolgerà interamente in territorio sloveno, mentre la successiva, da Cervignano a Possagno, riporta la corsa in Italia proponendo un tracciato insidioso di 163 chilometri. La Corsa Rosa scenderà quindi in Emilia Romagna con la Argenta-Misano Adriatico, con l’Autodromo Marco Simoncelli che sarà verosimilmente teatro di una sfida tra le ruote veloci. Il primo vero banco di prova per gli uomini di classifica è previsto alla quinta tappa, da Filottrano, dove il Giro d’Italia omaggerà Michele Scarponi a 10 anni dalla sua morte, a Sarnano-Sassotetto: appena 139 chilometri, ma con 3.300 metri di dislivello, un profilo che potrebbe già produrre distacchi significativi. La corsa prosegue lungo l’Adriatico con la Alba Adriatica-Lanciano, prima di affrontare una cronometro individuale con arrivo in salita di 19,6 chilometri da Sulmona a Campo di Giove. La Corsa Rosa tornerà a Napoli per il sesto anno di fila prima di risalire con la Itri-Subiaco-Monte Livata, arrivo in quota già visto l’anno scorso al Giro Next Gen e che chiuderà nove giorni molto impegnativi.
Dopo il primo giorno di riposo si riparte dal Lazio verso l’Appennino centrale. La Palombara Sabina-Norcia, 218 chilometri con 3.600 metri di dislivello, presenta un percorso con tanti saliscendi. Il giorno successivo, la frazione da Gualdo Tadino a Scarperia, con arrivo all’Autodromo del Mugello, è la più lunga della corsa e propone una nuova chance per i velocisti. Si prosegue in Toscana con un inedito arrivo in salita nella Montecatini Terme-Zeri, Tappa Bartali di questa edizione, in cui la Carovana Rosa conoscerà il Passo dei Due Santi. La 13ª tappa, da Borgo Val di Taro a Reggio Emilia, offre invece un profilo decisamente più semplice, con 176 chilometri a rappresentare una nuova occasione per i velocisti. Il secondo fine settimana si annuncia particolarmente importante per la classifica generale. Il programma prevede una frazione di 187 chilometri con ben 4.900 metri di dislivello da Cantù Arena ai Piani di Bobbio/Valtorta, che vedrà la Carovana Rosa scalare nell’ordine Ghisallo, Culmine di San Pietro, Miragolo San Salvatore e Alino, e una cronometro di 37,3 chilometri da Monza a Milano, con partenza all’interno dell’Autodromo Nazionale.
Dopo il riposo, il Giro entra nella sua fase decisiva con la frazione da Sondrio ad Aprica di 192 chilometri e 5.700 metri di dislivello: un dato che la colloca tra le giornate più dure dell’intero percorso. Sarà uno dei passaggi chiave per chi ambisce al successo finale con la doppia ascesa al Mortirolo, Montagna Pantani, e il Gavia, Cima Coppi. Il giorno successivo nuova chance per i velocisti da Chiari a Vo’ prima di ritornare in montagna con la Rovereto-Madonna di Campiglio, settimo arrivo in salita di questa edizione. A seguire, la Rovereto-Sacile, lunga 199 chilometri con 3.000 metri di dislivello, occasione ideale per gli attaccanti alla vigilia dell’ultimo arrivo in quota. A sei anni dal successo di Lorenzo Fortunato, il Giro d’Italia torna sul Monte Zoncolan nella frazione che parte da Pordenone e che vedrà l’ascesa delle Alpi Carniche scalata dal versante di Ovaro, dove nel 2018 si impose Chris Froome. A chiudere la corsa sarà l’ormai tradizionale passerella conclusiva a Roma, che per il quinto anno di fila vedrà il vincitore della Corsa Rosa sollevare al cielo il Trofeo Senza Fine nella Città Eterna.