WASHINGTON - Gli Stati Uniti sostengono che la capacità dell’Iran di minacciare i Paesi vicini e gli interessi americani sia stata notevolmente compromessa dai bombardamenti condotti durante la guerra.

L’ammiraglio Charles “Brad” Cooper, a capo dello US Central Command, ha detto davanti a una commissione del Senato che l’industria della difesa iraniana sarebbe stata arretrata del 90 per cento.

Cooper ha cercato di mettere in evidenza i risultati militari della campagna contro Teheran, da lui supervisionata, affermando che il pericolo rappresentato dall’Iran per il Medio Oriente è oggi molto più limitato. Secondo l’ammiraglio, la minaccia iraniana è stata degradata “in ogni dominio” e il Paese non sarebbe più in grado di colpire partner regionali o Stati Uniti come in passato.

Il comandante americano non ha però risposto direttamente ai resoconti secondo cui l’Iran avrebbe conservato una rilevante capacità missilistica e di droni, grazie a scorte custodite in strutture sotterranee. Quei rapporti citavano fonti dell’intelligence statunitense (CIA), ma Cooper ha preferito insistere sulla lettura ufficiale del Pentagono: Teheran, ha detto, è stata “notevolmente indebolita”.

Un altro punto centrale riguarda gli alleati regionali dell’Iran. Cooper ha sostenuto che Teheran non sia più in grado di trasferire armi e risorse a Hezbollah nel Libano, agli Houthi nello Yemen e a Hamas nella Striscia di Gaza. “Quelle rotte e quei metodi di trasferimento sono stati tagliati”, ha dichiarato.

Le rassicurazioni americane giungono però mentre la sicurezza marittima nel Golfo resta fragile. Ieri è stata segnalata la presa di controllo di una nave al largo degli Emirati Arabi Uniti, diretta verso acque iraniane. Secondo una società britannica di sicurezza marittima, il mezzo sarebbe stato abbordato da personale iraniano mentre era all’ancora vicino al porto di Fujairah.

Sempre giovedì, una nave cargo indiana che trasportava bestiame dall’Africa agli Emirati è affondata al largo dell’Oman. L’India ha condannato l’attacco e ha confermato che i 14 membri dell’equipaggio sono stati salvati dalla guardia costiera omanita. Secondo la società Vanguard, la nave potrebbe essere stata colpita da un missile o da un drone.

Fujairah è un punto particolarmente sensibile: è l’unico porto petrolifero degli Emirati sul lato esterno dello Stretto di Hormuz, quindi permette ad alcune esportazioni di evitare quella strettoia. L’Iran ha incluso quell’area costiera in una mappa ampliata delle acque che rivendica sotto il proprio controllo.

Secondo un comandante dei Corpi delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), trenta navi hanno attraversato Hormuz dalla notte di mercoledì. Le imbarcazioni collegate a “Stati nemici”, però, resterebbero escluse. La minaccia militare iraniana può anche essere ridotta, ma lo Stretto continua a rimanere il vero termometro della crisi.