CANBERRA - Pauline Hanson ha superato Anthony Albanese come primo ministro preferito per la prima volta, secondo un nuovo sondaggio che conferma la crescita di One Nation e la crisi dei grandi partiti tradizionali.
Il Resolve Political Monitor pubblicato da The Sydney Morning Herald e The Age indica la leader di One Nation come prima scelta degli elettori per la guida del Paese. Il dato spezza un equilibrio politico durato decenni, nel quale il ruolo di primo ministro preferito era rimasto sostanzialmente nelle mani dei leader del Partito laburista e della Coalizione.
Il sondaggio mostra anche One Nation davanti al Partito laburista nel voto primario, mentre la Coalizione registra uno dei risultati peggiori della sua storia recente. Un’altra rilevazione, condotta da The Australian Financial Review, Redbridge Group e Accent Research, indica il partito di Hanson al 31%, in aumento di quattro punti rispetto al sondaggio pre-budget di un mese fa.
Hanson intende sfruttare il momento con una nuova spinta pubblicitaria. One Nation userà le donazioni raccolte nelle ultime settimane per mandare in onda gli spot “Fire the Liar” durante lo State of Origin di mercoledì sera, una delle fasce televisive più viste in Australia. Lo stesso messaggio sarà poi fatto volare sopra le principali città australiane.
La campagna prende di mira direttamente il primo ministro Anthony Albanese, accusato da One Nation di aver tradito promesse elettorali e perso il contatto con gli elettori. Ora, il messaggio politico si incrocia con un dato più pesante: Hanson non è più solo una figura di protesta, ma viene rilevata come alternativa personale alla guida del Paese.
Il Partito laburista cerca di ridimensionare il fenomeno. Il ministro della Sanità Mark Butler ha detto che campagne di questo tipo “vanno e vengono” e ha sostenuto che One Nation non punti tanto a combattere la Coalizione, quanto a prenderne il posto.
Dentro l’opposizione, però, il problema è ormai evidente. Il portavoce ombra per l’Industria della Difesa, Phil Thompson, ha detto che chi vuole davvero mandare via il governo dovrebbe valutare di lavorare con tutti. Ma il senatore liberale Jonathon Duniam, in uscita dalla politica federale per ragioni familiari, ha avvertito che parlare ora di accordi sulle preferenze è prematuro: il compito dei Liberali, ha detto, è riconquistare i voti persi.
Per Angus Taylor, il sondaggio è un colpo doppio: perde un collaboratore fidato e vede Hanson occupare lo spazio politico dell’opposizione reale. La Coalizione resta formalmente l’alternativa di governo. Nei numeri, però, One Nation ha operato il sorpasso.