MELBOURNE – Derryn Hinch viene salutato oggi con funerali di Stato organizzati dal governo del Victoria, alla presenza di esponenti della politica, dell’informazione e della vita pubblica australiana.

La cerimonia inizierà a mezzogiorno negli spazi del Timber Yard, a Port Melbourne. Il giornalista, conduttore radiofonico ed ex senatore è morto il 10 luglio a 82 anni, dopo una lunga serie di problemi di salute che aveva raccontato pubblicamente anche attraverso i social media.

Conosciuto come la “human headline”, definizione che aveva accolto e trasformato in un marchio personale, Hinch è stato per decenni una delle voci più riconoscibili e controverse dell’etere australiano.

Alla guida dei programmi di dibattito telefonico dell’emittente 3AW di Melbourne, costruì la propria notorietà tramite commenti senza filtri, campagne pubbliche e prese di posizione capaci di dividere ascoltatori e avversari.

La sua morte ha suscitato reazioni provenienti da schieramenti politici diversi. Tra coloro che gli hanno reso omaggio figurano il primo ministro Anthony Albanese e il leader dell’opposizione Angus Taylor.

In una nota, il governo del Victoria ha ricordato una vita guidata da convinzioni ferme e dalla volontà di difendere ciò che Hinch riteneva giusto. L’ex conduttore è stato descritto come un giornalista e comunicatore che utilizzò la propria notorietà per rappresentare persone prive di voce e portare avanti battaglie legate alla giustizia.

Nato in Nuova Zelanda, Hinch si trasferì in Australia per lavorare nel giornalismo. Dopo avere percorso diversi ruoli nelle redazioni, divenne direttore del quotidiano The Sun, prima di passare alla radio.

La sua carriera fu segnata da un linguaggio diretto e da numerose controversie, ma anche da una capacità costante di attirare l’attenzione su casi giudiziari, vittime di reati e questioni sociali.

Negli anni successivi entrò in politica fondando il Derryn Hinch’s Justice Party. Fu eletto al Senato per il Victoria e rimase nel Parlamento federale dal 2016 al 2019.

Il partito concentrò il proprio programma su riforme del sistema giudiziario, maggiore protezione dei minori, revisione delle norme sulla libertà provvisoria e condizionale e istituzione di un registro per gli autori di reati sessuali.

Albanese ha ricordato Hinch come una figura capace di vivere senza timore e con un forte senso della narrazione. Secondo il primo ministro, il giornalista andò oltre il personaggio della “human headline”, mostrando attenzione per le vicende più profonde e la volontà di raccontarle senza arretrare davanti alle conseguenze.

I funerali di Stato offriranno ora al pubblico e alle istituzioni l’occasione per ricordare una personalità che ha attraversato giornalismo, radio e politica lasciando un’impronta riconoscibile nel dibattito nazionale.