Il cinema porta la Sardegna anche in Oceania. In Gold Coast, una delle più note località turistiche australiane, famosa in tutto il mondo per le sue splendide spiagge, si è parlato sardo. L’incontro con il cinema isolano è avvenuto presso la locale Società Dante Alighieri, presieduta da Giovanna Santomauro. La serata cinematografica è stata organizzata dal Queensland Sardinian Culture Club, guidato da Fausto Zanda con il sostegno del Consolato d’Italia in Brisbane. 

Il circolo sardo, attivo dal 1992, si dedica da oltre 30 anni a promuovere le tradizioni e l’identità culturale isolane, incoraggiando lo scambio interculturale con la comunità australiana. I cortometraggi di Visioni Sarde hanno offerto un’altra importante opportunità per far conoscere la Sardegna e le sue eccellenze.

“Questi cortometraggi presentano il volto dell’isola, della sua cultura e delle sue tradizioni -  ha spiegato Zanda -. I filmati parlati in sardo, sono stati sottotitolati in inglese”.

La platea, attenta e partecipe, ha accolto con calore tutte le opere colpita dalla magia delle immagini, dall’emozione delle musiche e dalla forza delle parole.

Con la presentazione di David Biber, studente di lingua e cultura italiana alla Dante Alighieri Gold Coast, sono state proiettati: Ajò West! di Sara Corbioli, Spaghetti western animato che vuole divertire il pubblico coinvolgendo il folklore sardo con ironia; Brigas di Lorenzo Spinelli, un film che esplora la ciclicità delle relazioni di coppia attraverso l’archivio personale del videoamatore sardo Nino Solinas; Infanzia e gioventù di Gramsci di Paolo Zucca, Alessandra Atzori, Milena Tipaldo, la prima parte della vita di Gramsci, raccontata adottando una tecnica di animazione tra stop motion e bricolage, coinvolgente e originale;  Mamma di Matteo Martinez, un horror di matrice giapponese basato su una storia vera nelle profondità più oscure della mente; Su cane est su miu di Salvatore Mereu, la cinepresa posta ad altezza di bambino per scavare nel profondo dell’animo umano, interrogando la natura della colpa, della responsabilità, della giustizia e dell’innocenza perduta; True love waits di Simone Cicalò, struggente storia d’amore che supera la linea d’orizzonte che divide vita e morte; Una faccia da cinema di Alberto Salvucci, racconto metacinematografico sui pregiudizi sulla Sardegna, con il ribaltamento ironico degli stereotipi; Vida e morti di unu maragotti di Stefano Cau, due millenni di storia della Sardegna, nel racconto di un buffo fantasma morto in epoca romana e che ancora aleggia tra i presenti.

Il progetto Visioni sarde si inserisce tra le più efficaci iniziative capaci di valorizzare l’identità sarda attraverso il linguaggio universale del cinema. Il suo successo deriva dalla collaborazione tra la Cineteca di Bologna, Sardegna Film Commission e CinemaItaliano.info.