MELBOURNE - Il governo laburista del Victoria continua a perdere pezzi dopo il cambio di leadership che ha portato Ben Carroll alla guida dell’esecutivo. A due giorni dalle dimissioni della premier Jacinta Allan, altre due figure di primo piano del governo hanno annunciato il loro addio alla politica: Harriet Shing e Lily D’Ambrosio non si ricandideranno alle elezioni statali di novembre e lasceranno contestualmente i loro incarichi ministeriali.

Harriet Shing, ministra della Sanità ed esponente di spicco dell’ala più vicina ad Allan, ha comunicato la propria decisione al nuovo premier Ben Carroll. Eletta al Parlamento del Victoria nel 2014, Shing è stata negli ultimi anni una delle ministre più influenti del governo laburista, ricoprendo diversi incarichi di peso prima di assumere la responsabilità del delicato portafoglio della Sanità.

Anche Lily D’Ambrosio, ministra per l’Energia e le risorse, una delle veterane del partito laburista del Victoria e volto storico dell’esecutivo, ha annunciato il ritiro dalla vita politica. La sua uscita di scena conclude una lunga carriera iniziata oltre vent’anni fa e segna la fine di una delle presenze più consolidate all’interno del governo statale.

Le due decisioni arrivano in un momento particolarmente delicato per ilgoverno. Le dimissioni di Jacinta Allan, ufficializzate martedì, hanno chiuso una fase politica caratterizzata dalla continuità con l’era di Daniel Andrews e aperto un nuovo capitolo sotto la leadership di Ben Carroll. Il nuovo premier è ora chiamato a ricostruire la squadra di governo e a rilanciare l’immagine del partito in vista delle elezioni del prossimo novembre.

L’uscita contemporanea di due ministre di peso rappresenta molto più di un semplice avvicendamento. Si tratta dell’ennesimo segnale del profondo ricambio generazionale che sta attraversando il laburismo del Victoria, impegnato a ridefinire i propri equilibri interni dopo anni di governo.

Oggi Carroll dovrebbe annunciare un rimpasto di governo per assegnare i dicasteri rimasti vacanti. La scelta dei nuovi ministri sarà uno dei primi test della sua leadership e potrebbe offrire indicazioni sulla direzione politica che il nuovo premier intende imprimere all’esecutivo.

Tra le modifiche più attese c’è la sostituzione del procuratore generale Sonya Kilkenny, considerata vicina all’ex premier Jacinta Allan e protagonista della contestata sfida interna che ha preceduto l’elezione di Carroll alla guida del partito. Diversi ministri che avevano sostenuto il cambio di leadership sarebbero destinati a ottenere incarichi di maggiore peso nel nuovo esecutivo.

L’avvicendamento alla guida del governo punta a completare rapidamente la transizione e a proiettare i laburisti in modalità elettorale nel giro di poche settimane. Carroll ha già indicato alcune priorità che segneranno una discontinuità rispetto alla precedente amministrazione, tra cui l’istituzione di una commissione reale sull’industria delle costruzioni coinvolte nel progetto Big Build, un dialogo più stretto con il mondo delle imprese e un maggiore controllo sulla spesa pubblica.

Allo stesso tempo, il premier ha confermato che il governo continuerà a concentrarsi sul costo della vita, tema centrale della campagna elettorale. Non sarà ritirato il disegno di legge che rafforza la tutela del lavoro da remoto nell’ambito della normativa antidiscriminazione, ma Carroll ha ventilato “modifiche ragionevoli” quando approderà alla Camera alta il prossimo 11 agosto, mentre il futuro del controverso progetto infrastrutturale Suburban Rail Loop sarà deciso solo dopo una revisione dei contratti già sottoscritti.

Il nuovo premier accelera la riorganizzazione del governo in vista delle elezioni del 28 novembre. Secondo fonti vicine all’esecutivo, avrebbe scelto Julie Ligeti, una delle figure più esperte del Partito laburista, come nuova capo di gabinetto, con la nomina attesa nei prossimi giorni.

Ligeti vanta una lunga esperienza politica: è stata consigliera senior del governo guidato da Steve Bracks e capo dello staff di diversi ministri federali, tra cui Brendan O'Connor e l’attuale ministra dell'Edilizia Clare O'Neil. La sua nomina la metterebbe alla guida dell’Ufficio del Premier, una struttura composta da circa 90 persone, con il compito di coordinare l’agenda politica del governo fino al voto.