CANBERRA – Il governo federale ha riportato oggi in Parlamento il controverso disegno di legge sulle assicurazioni sanitarie private, appena un giorno dopo che una maggioranza al Senato ne aveva determinato l’esclusione dall’ordine dei lavori.

La proposta prevede di ridurre, dall’aprile del prossimo anno, gli sconti concessi agli australiani sopra i 65 anni sui premi dell’assicurazione sanitaria privata.

L’agevolazione sarebbe calcolata in base al reddito, analogamente a quanto già avviene per altri contribuenti, e dovrebbe consentire allo Stato di risparmiare circa tre miliardi di dollari nell’arco di quattro anni.

Il ministro della Sanità Mark Butler ha difeso la decisione di ripresentare immediatamente lo stesso testo, sostenendo come si tratti di una misura di bilancio responsabile e compatibile con l’impegno del governo a garantire assistenza e dignità agli australiani anziani.

“Il governo è determinato ad andare avanti con questo disegno di legge”, ha dichiarato.

La scelta ha però provocato nuove critiche da parte della Coalizione e del crossbench.

Il senatore liberale James Paterson ha accusato il Partito laburista di mostrare “disprezzo per il Senato”, descrivendo la misura come un taglio particolarmente pesante per le persone anziane che mantengono una copertura privata e, così facendo, alleggeriscono anche il sistema sanitario pubblico.

Secondo Paterson, molti degli interessati dispongono di risorse limitate ma attribuiscono grande importanza alla propria assicurazione sanitaria.

La senatrice indipendente Jacqui Lambie ha a sua volta accusato il governo di colpire un bersaglio facile, sostenendo che gli anziani che hanno pagato le tasse per tutta la vita non dovrebbero essere penalizzati per compensare altre spese pubbliche.

Una possibile via d’uscita resta comunque aperta.

Coalizione e Verdi hanno indicato che potrebbero sostenere il disegno di legge se i pensionati venissero adeguatamente protetti.

Il leader dei Verdi David Shoebridge ha affermato che il partito sarebbe pronto ad approvare la misura rapidamente qualora venisse escluso il prelievo stimato in circa un miliardo di dollari su 1,2 milioni di pensionati.

Il dibattito sta intanto creando incertezza tra gli australiani più anziani.

Il direttore generale di National Seniors Australia, Chris Grice, ha riferito che quasi un quarto dei partecipanti a un sondaggio dell’organizzazione prevede di dover utilizzare i propri risparmi per sostenere il maggior costo della copertura sanitaria.

Altri potrebbero invece rinunciare del tutto all’assicurazione privata e affidarsi al sistema pubblico.

Secondo Grice, restano ancora forti dubbi sulle conseguenze della riforma sia per gli ospedali privati e pubblici sia per la salute degli anziani.

Butler sostiene che, in media, gli over 65 pagherebbero circa 250 dollari in più all’anno, anche se l’aumento sarebbe superiore per chi dispone di polizze più complete.