Recentemente il console generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, è stato ospite della University of Technology Sydney (UTS) per una lezione-dialogo con gli studenti di italiano. L’incontro, nato su invito delle docenti di Italiano Eleonora Cerqua e Alice Loda, nell’ambito del corso Italian Language and the Arts, rientra tra le iniziative legate alla XXVI Settimana della lingua italiana nel mondo, in programma dal 19 al 25 ottobre.

“Purtroppo le università dove si insegna l’italiano sono sempre di meno – ha spiegato Rubagotti – e per questo siamo sempre contenti di intrattenerci con i giovani australiani che si dedicano allo studio della nostra lingua”.

Al centro della lezione c’era il ciclo ‘Traces of Italy – Legacies of Italians Shaping Australia’s Cultural Landscape’, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura con il Consolato per far luce sul contributo artistico che gli italiani hanno dato all’Australia negli ultimi 150 anni. Il console ha ripercorso i sette appuntamenti della serie. Si parte dal maestro Carlo Felice Cillario, che con l’opera australiana ha diretto oltre mille recite, e dai fratelli Melocco, maestri di scagliola, terrazzo e mosaico. Poi Cesare Vagarini, autore delle pitture murali della chiesa di Mary Immaculate a Waverley dopo l’internamento nel campo di Tatura, e il decoratore ottocentesco Augusto Lorenzini, che abbellì le dimore dell’alta borghesia di Sydney. E ancora Antonio Dattilo Rubbo e l’architetto Enrico Taglietti, celebre per le sue opere a Canberra, autore della chiesa di St Anthony a Marsfield e curatore nel 1955 di una mostra di design italiano ai grandi magazzini David Jones. Chiudono la serie gli scultori Achille Simonetti, Giovanni Fontana e Tomaso Sani, le cui opere punteggiano il Royal Botanic Garden, Centennial Park, il GPO e Bridge Street.

La seconda parte è stata dedicata alla mostra ‘Maestri: Influences from Italy to Australia’, allestita lo scorso anno al Manly Art Gallery & Museum. Rubagotti ha raccontato come il napoletano Dattilo Rubbo abbia portato in Australia la tradizione della pittura partenopea di fine Ottocento e del Verismo, diventando a sua volta maestro della prima generazione di modernisti australiani, da Grace Cossington Smith a Roland Wakelin.

C’è stato poi spazio per le domande degli studenti, iscritti a International Studies, che dal prossimo anno passeranno un semestre o un anno in un ateneo italiano.

“Questi incontri tra istituzioni italiane e studenti cementano i rapporti con la comunità italiana all’estero – commentano le docenti –. Sono momenti in cui i ragazzi che andranno in Italia possono fare domande ed esplorare prospettive diverse sulle città in cui vivranno”.

Cerqua e Loda hanno ringraziato anche le istituzioni italiane per la cura con cui seguono gli studenti “anche dal punto di vista amministrativo e burocratico”.