LONDRA - Andy Burnham è quasi certo di diventare il prossimo primo ministro del Regno Unito, dopo avere raccolto 322 espressioni di sostegno tra i deputati Laburisti per succedere a Keir Starmer alla guida del partito.

I numeri raggiunti dall’ex sindaco di Greater Manchester lasciano formalmente soltanto 81 deputati laburisti disponibili per sostenere un altro candidato, la soglia minima necessaria per entrare nella scheda. Nella pratica, però, la strada appare chiusa: per convenzione, il leader uscente non nomina un successore, e questo rende insufficiente il gruppo rimasto per costruire una candidatura alternativa.

Burnham ha ottenuto l’appoggio dell’80% del Parliamentary Party poco prima delle 17 di ieri (ora locale), primo giorno utile per formalizzare le nomina. Già prima dell’apertura della procedura era ritenuto il favorito assoluto, anche perché era l’unico candidato dichiarato nella corsa per sostituire Starmer. La dimensione del sostegno interno trasforma ora la competizione in una ratifica.

Starmer, parlando ieri mentre si aprivano le candidature, ha indicato che Burnham sarebbe un buon primo ministro. “Lo conosco da molto tempo, ho lavorato con lui quando sono entrato in parlamento, direttamente nel suo team”, ha detto. Alla domanda se Burnham sarebbe stato un capo di governo migliore di lui, Starmer ha risposto ridendo che giudizi simili spettano ad altri.

Il passaggio di consegne si sta compiendo dopo una fase politica in cui Burnham ha cercato di distinguersi su alcuni dossier centrali, compresa la guerra a Gaza. In un’intervista a The Guardian, l’ex sindaco ha criticato la reazione iniziale di Starmer alla campagna militare israeliana nella Striscia nell’ottobre 2023, dopo gli attacchi guidati da Hamas contro Israele.

Burnham ha sostenuto che il Regno Unito debba fare di più per esercitare pressione sul governo israeliano. Ha riconosciuto alcuni passi compiuti da Londra, ma ha detto che il Paese è stato troppo lento nel chiedere un cessate il fuoco e che ora deve rafforzare la propria linea.

All’epoca, Starmer aveva resistito alle richieste interne al Labour, comprese quelle dello stesso Burnham, che allora era sindaco regionale, di invocare una tregua. Il leader Laburista aveva sostenuto invece una pausa umanitaria nei combattimenti.

Le nomine per la leadership resteranno aperte fino al 16 luglio. L’ultimo possibile rivale, Al Carns, si è però sfilato mercoledì, lasciando a Burnham un percorso ormai privo di ostacoli veri.

In assenza di altri candidati, Burnham sarà proclamato formalmente leader Laburista in una conferenza speciale il 17 luglio. Tre giorni dopo, il 20 luglio, dovrebbe entrare a Downing Street come nuovo primo ministro.