BRISBANE – Un primo posto che premia anni di lavoro, una rete capillare di sostegno alle scuole e un progetto pensato per rendere l’italiano più vicino agli studenti di oggi.
Per Dina Ranieri, direttrice del Co.As.It. di Brisbane, il risultato ottenuto nell’ultima graduatoria internazionale dei progetti finanziati dal Ministero degli Esteri italiano rappresenta un riconoscimento importante per un programma che, negli anni, si era sempre collocato nelle prime posizioni, ma mai al vertice.
“Essere arrivati primi è stato davvero un grande risultato”, il commento a caldo rispetto a una graduatoria che comprende progetti presentati da ogni angolo del mondo.
Il progetto presentato dal Co.AS.It. di Brisbane, che si è poi aggiudicato il punteggio più alto, è dedicato a un tema particolarmente attuale, quello dell’insegnamento dell’italiano attraverso strumenti digitali, applicazioni e intelligenza artificiale, offrendo risorse per costruire lezioni capaci di coinvolgere studenti ormai abituati a muoversi con naturalezza tra piattaforme e dispositivi digitali.
“Gli studenti sono molto competenti dal punto di vista informatico - fa notare Ranieri -. Preferiscono lavorare al computer e, se proponi una lezione tradizionale, rischi di perdere la loro attenzione”.
Da qui la necessità di offrire un programma più dinamico e dotare gli insegnanti di strumenti in grado di mantenere alto il livello di partecipazione, soprattutto negli anni finali della scuola superiore.
È proprio tra gli Anni 10, 11 e 12 che si registra la maggiore difficoltà: i numeri dell’italiano sono molto alti nella scuola primaria, ma diminuiscono quando gli studenti devono scegliere tra tante materie diverse.
“Non è necessariamente una mancanza di interesse - precisa Ranieri -, è che hanno troppe opzioni. Se devono scegliere tra informatica, teatro e italiano, spesso finiscono per lasciare la lingua”.
Per questo, lo studio delle lingue dovrebbe avere un peso diverso all’interno del curriculum scolastico, soprattutto considerando il valore culturale e professionale che può offrire agli studenti.
Il Co.As.It. di Brisbane e l’Italian Language Centre continuano a scommettere su iniziative capaci di mantenere vivo il legame con l’Italia.
Tra queste c’è il premio StuditaliA per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori, inaugurato nel 1994, che ogni anno porta un gruppo di ragazzi in Italia per vivere un’esperienza immersiva. Un investimento che può avere ricadute importanti anche sulla formazione di nuovi docenti: “Tra gli otto e dieci studenti che mandiamo ogni anno, siamo fortunati se uno decide poi di continuare all’università e magari diventare insegnante di italiano”, osserva Ranieri.
Raggiungere il primo posto nella graduatoria MAECI, purtroppo non significa automaticamente ricevere più denaro. Il sistema di valutazione è basato su un punteggio attribuito alle diverse sezioni della domanda: capacità di contribuire economicamente al progetto, numero di studenti raggiunti, sostenibilità del programma, qualità della pianificazione e capacità di rispettare il budget.
“Più punti ottieni, più in alto sali nella graduatoria”, spiega Ranieri. La posizione diventa particolarmente importante perché negli ultimi anni i finanziamenti sono stati sottoposti a riduzioni e chi si trova nelle fasce più alte è soggetto a tagli inferiori.
Anche quest’anno, dunque, il budget richiesto non verrà finanziato integralmente, il progetto dovrà fare i conti con una riduzione dell’8%, con un peso economico che verrà dunque sostenuto direttamente dall’organizzazione, che tutti gli anni attinge dalle proprie casse per garantire continuità al programma, anticipando risorse in attesa dei trasferimenti provenienti dall’Italia.
Il modello utilizzato da Brisbane è diverso da quello degli altri Stati australiani, perché l’organizzazione impiega direttamente solo cinque docenti per assistere i colleghi nelle scuole mettendo a disposizione un sistema strutturato di supporto professionale in collaborazione con il Dipartimento dell’Educazione e con Catholic Education.
Gli insegnanti si spostano tra le scuole, offrendo ai colleghi sviluppo professionale, risorse didattiche, sostegno online e lezioni per migliorare la competenza linguistica.
“Vogliamo mantenere alta la qualità dell’insegnamento - chiarisce Ranieri -, per questo diciamo agli insegnanti che qualunque cosa serva, dal pianificare le lezioni, al supporto linguistico, noi siamo qui per aiutarli”. E mentre si celebra il risultato raggiunto, il pensiero è già rivolto alla prossima candidatura, prevista per ottobre.
“Cerchiamo sempre di aggiungere qualcosa. Gli studenti imparano italiano in classe, ma è importante che abbiano anche la possibilità di entrare in contatto con una comunità che quella lingua la parla davvero”.
Un approccio quello dell’Italian Language Centre di Brisbane che guarda alla lingua italiana non come a una materia isolata, ma come un patrimonio contemporaneo, accessibile e capace di arricchire le nuove generazioni.