BUENOS AIRES – L’attività economica è tornata a diminuire a luglio, dopo il rimbalzo registrato a giugno. L’Estimador Mensual de Actividad Económica (EMAE) si è contratto del 2,9% rispetto al mese precedente, nella misurazione destagionalizzata, ed è risultato inferiore dell’1,4% rispetto a luglio 2025, secondo quanto riferito dall’Istituto nazionale di statistica e censimento (Indec).

L’andamento degli ultimi mesi mostra uno scenario irregolare. L’attività era diminuita dell’1,6% ad aprile e dello 0,6% a maggio, prima di recuperare lo 0,8% a giugno e tornare a retrocedere in modo significativo a luglio. Il calo dell’ultimo mese è stata la variazione mensile negativa più ampia registrata finora quest’anno.

Il dato ufficiale arriva con un certo ritardo: alla fine di settembre sono già disponibili le informazioni relative ad agosto, che permettono di osservare l’andamento di alcuni settori. Gli indicatori disponibili mostrano nuove contrazioni in comparti rilevanti dell’economia.

A luglio, sette delle 15 attività che compongono l’EMAE hanno registrato una crescita su base annua. La pesca ha segnato l’aumento maggiore, con un incremento del 424,5%, seguita dall’attività estrattiva di miniere e cave, cresciuta dell’8,4%. Anche l’agricoltura, l’allevamento, la caccia e la silvicoltura hanno registrato una crescita, seppure a un ritmo più contenuto, pari allo 0,7%.

Dall’altra parte, otto settori hanno registrato una contrazione rispetto a luglio 2025. Il commercio all’ingrosso e al dettaglio e le riparazioni sono diminuiti del 5,1%, mentre l’industria manifatturiera ha registrato un calo del 4,6%. Insieme, i due settori hanno sottratto 1,3 punti percentuali al risultato su base annua dell’EMAE.

Anche i primi dati privati relativi ad agosto non mostrano una ripresa generalizzata. L’indice della produzione industriale elaborato dalla Fundación de Investigaciones Económicas Latinoamericanas (FIEL) ha registrato una diminuzione del 4,2% su base annua e un calo dello 0,9% rispetto a luglio in termini destagionalizzati.

Anche la produzione industriale delle piccole e medie imprese, rilevata dalla Confederación Argentina de la Mediana Empresa (CAME), è diminuita ad agosto. Secondo l’organizzazione, il calo è stato del 6,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, anche se rispetto a luglio si è registrato un miglioramento dello 0,3%. Nei primi otto mesi dell’anno, la contrazione cumulata è stata dell’8,5%.

Anche i consumi non hanno mostrato miglioramenti. Secondo la società di consulenza Scentia, le vendite di beni di consumo di massa sono diminuite dell’1,5% su base annua ad agosto e dello 0,7% rispetto a luglio. Nei primi otto mesi dell’anno, il calo cumulato è stato del 2,7%.

Nel commercio al dettaglio delle piccole e medie imprese, inoltre, la CAME ha rilevato ad agosto una diminuzione reale dello 0,2% su base annua e una contrazione del 2,7% rispetto a luglio.

Il peggioramento dell’attività emerge anche nel settore delle costruzioni. L’Índice Construya, che monitora l’andamento delle spedizioni di materiali destinati all’edilizia, ha registrato ad agosto una diminuzione del 5,3% su base annua e del 3,46% rispetto a luglio in termini destagionalizzati.

Questi dati indicano che agosto ha aggiunto nuovi segnali negativi nell’industria, nei consumi e nelle costruzioni, dopo la forte contrazione mensile registrata dall’EMAE a luglio. Il prossimo dato ufficiale sull’attività economica complessiva sarà quello relativo all’EMAE di agosto, che l’Indec diffonderà a ottobre.