WASHINGTON - Incontro d’alto livello alla Casa Bianca tra Donald Trump e Xi Jinping, culminato con il raggiungimento di un “nuovo accordo” sul commercio tra Stati Uniti e Cina. L’annuncio è stato dato dallo stesso presidente cinese e diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, senza che al momento siano stati forniti ulteriori dettagli sui contenuti specifici dell’intesa.

Oltre al dossier economico, i due leader si sono confrontati sulle relazioni bilaterali, la stabilità globale, la questione di Taiwan e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. 

Al termine del bilaterale, Trump ha definito il vertice “un grande incontro”, celebrando l’intesa e il legame personale con il leader cinese.

“Con il presidente Xi abbiamo forgiato un’amicizia, veramente una grande amicizia, costruita sul rispetto reciproco e gli interessi vitali dei nostri popoli”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca, rievocando i passaggi chiave dei loro rapporti, dal primo vertice a Mar-a-Lago nel 2017, fino alla visita svolta da Trump a Pechino lo scorso maggio. 

Ricordando che Xi è il primo leader cinese a compiere una seconda visita di Stato negli Usa (e sottolineando che si tratta del loro primo faccia a faccia alla Casa Bianca nel corso del suo secondo mandato), Trump ha evidenziato come le due nazioni abbiano compiuto “enormi passi avanti nelle questioni che fronteggiano i nostri due Paesi”.

In particolare, il presidente statunitense ha rimarcato gli sforzi per “incoraggiare una relazione commerciale più bilanciata”, citando i progressi ottenuti tramite la “commissione per il Commercio” creata a maggio: “Un nuovo meccanismo e qualcosa che sta avendo un incredibile successo. I nostri team stanno lavorando per incoraggiare una relazione commerciale più bilanciata, compreso un nuovo accesso al mercato per coltivatori e allevatori statunitensi”.

L’accordo giunge in un momento strategico, con la tregua tariffaria in scadenza a novembre. 

L’accoglienza di Trump era stata anticipata da commenti informali diffusi prima del vertice, con cui il tycoon ha voluto smentire le indiscrezioni non confermate circolate nei giorni precedenti sui social circa presunti problemi di salute del leader cinese. “Ho accolto il presidente Xi ieri (in aeroporto) ed è forte, vitale e in gran forma: meglio che mai. La signora Xi, naturalmente, bellissima!“, ha scritto riferendosi a Peng Liyuan. 

Nelle sue dichiarazioni ufficiali, Xi Jinping ha puntato sull’esigenza di una “coesistenza pacifica” e di una “cooperazione sincera”, auspicando che Washington e Pechino si considerino “partner, non rivali” in forza di una “logica storica” che rimane immutata. Dopo aver ringraziato per l’ospitalità e aver definito Usa e Cina “grandi Paesi” con una “responsabilità storica” per “sviluppo” e “progresso”, Xi ha chiesto di intensificare i canali di dialogo e i contatti diretti tra i rispettivi governi in vari ambiti strategici, dalla diplomazia all’economia, fino a finanza, sicurezza e scambi culturali. 

Sul fronte geopolitico internazionale, Xi ha sollecitato una rapida de-escalation in Medio Oriente, chiedendo che Stati Uniti e Iran riprendano “il prima possibile” la strada del dialogo e dei negoziati per risolvere le questioni pendenti.

Nello specifico, il leader cinese ha esortato Washington e Teheran a tornare al “memorandum d’intesa di Islamabad firmato il 17 giugno”, nell’auspicio che si possa giungere a un accordo complessivo sul programma nucleare e sugli altri nodi irrisolti per garantire la pace in tempi brevi.

Xi ha ribadito che la Cina rispetta la sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi e sta svolgendo un ruolo costruttivo per allentare le tensioni e preservare lo slancio negoziale. 

Il vertice ha affrontato anche il nodo di Taiwan, considerato da Pechino come il tema più delicato nell’agenda bilaterale. Xi ha ribadito che la questione rappresenta un punto centrale nelle relazioni sino-statunitensi, chiedendo espressamente che gli Stati Uniti si oppongano “all’indipendenza di Taiwan”, valutino con attenzione la posizione di Pechino e gestiscano il dossier e le forniture militari all’isola “con cautela”. 

Infine, spazio alle sfide della tecnologia. Dopo settimane di confronti volti a definire meccanismi di comunicazione e gestione dei rischi legati all’IA, Xi ha legato la competizione tecnologica alla necessità di un coordinamento globale: “Cina e Stati Uniti sono Nazioni leader nel campo dell’intelligenza artificiale e abbiamo capacità e responsabilità sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale per il bene” e affinché “resti sotto il controllo dell’uomo”.