LONDRA - Christian Horner non chiude la porta a un ritorno in Formula 1. Anzi, c’è una squadra per la quale sarebbe disposto a fare un’eccezione: la Ferrari. Dopo vent’anni alla guida della Red Bull e l’addio arrivato nel luglio 2025, il manager britannico si gode la libertà di poter scegliere il proprio futuro senza fretta.

L’idea di Horner sarebbe quella di rientrare nel Circus acquisendo una partecipazione in una scuderia, anche se al momento non ci sarebbero opportunità concrete. Un nuovo incarico esclusivamente da team principal, invece, non sembra attirarlo. A meno che la chiamata non arrivi da Maranello.

“Sono stato a lungo un dipendente, ho trascorso 21 anni seduto al muretto dei box e non ho bisogno di tornarci”, ha spiegato Horner al “Times”. “A questo punto della mia vita, c’è una sola squadra per la quale accetterei di non avere una partecipazione nella proprietà”.

Il riferimento alla Ferrari è diventato esplicito poco dopo. “Se la prenderei in considerazione? La Ferrari è il marchio più importante della Formula 1. È il sogno. E, probabilmente, è il gigante addormentato della Formula 1”.

Parole destinate inevitabilmente a fare rumore, soprattutto dopo le indiscrezioni che nelle ultime settimane hanno accostato il nome dell’ex numero uno della Red Bull alla scuderia di Maranello.

Horner ha lasciato un segno profondo nella storia recente della Formula 1. Sotto la sua gestione, la Red Bull ha conquistato sei Mondiali Costruttori e otto titoli Piloti, prima con Sebastian Vettel e poi con Max Verstappen.

Il britannico, però, non vuole forzare i tempi. “Sono in una posizione molto fortunata, perché posso permettermi di essere selettivo”, ha ammesso. Restare lontano dalle corse per sempre, però, non sembra essere nei suoi programmi: “Sento ancora che c’è un altro ballo da fare”.

E non manca una battuta sul vecchio rivale Toto Wolff, protagonista con lui di alcune delle sfide più accese degli ultimi anni. “Toto se la sta passando troppo facilmente mentre io non ci sono. Probabilmente gli renderei la vita più difficile di chiunque altro”.

Il futuro resta dunque tutto da scrivere. Horner non ha fretta di tornare nel paddock, ma se a chiamare fosse la Ferrari, lo scenario cambierebbe.