NEW YORK - L’Ucraina ha ottenuto il via libera definitivo dagli Stati Uniti per la produzione con licenza dei sistemi di difesa antiaerea avanzati Patriot.
Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di un colloquio con la stampa a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, rievocando l’esito del suo ultimo bilaterale con Donald Trump.
“Durante il nostro ultimo incontro, il presidente Trump ha sottolineato: ‘Sì, ho preso una decisione definitiva. L’Ucraina otterrà le licenze per la produzione di missili Patriot’“, ha riferito Zelensky. La svolta arriva al termine di una serie di ripensamenti da parte dell’amministrazione statunitense sulla cessione delle relative tecnologie.
Dura la replica di Mosca affidata al portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Commentando le dichiarazioni del leader di Kiev, Peskov si è limitato a rilevare con scetticismo che Zelensky “recentemente sta dicendo molte cose”, assicurando tuttavia che la Russia “sta monitorando molto da vicino quali Paesi stanno fornendo quali licenze e forniture di armi” all’Ucraina e tiene “tutto questo attentamente in conto”.
Sul fronte diplomatico si apre intanto uno spiraglio per la ripresa dei contatti. Zelensky ha rivelato che la diplomazia Usa ha proposto l’organizzazione di un incontro trilaterale a livello tecnico tra Ucraina, Stati Uniti e Russia con l’obiettivo di discutere i passi per porre fine al conflitto.
“Per quanto riguarda l’incontro trilaterale, la parte statunitense ha proposto di prepararlo e di incontrarsi in un formato trilaterale a livello tecnico”, ha spiegato il capo di Stato ucraino.
Kiev si trova attualmente in attesa delle indicazioni da Washington sulla data, mentre come sede sono stati suggeriti gli Emirati Arabi Uniti. L’eventualità di un vertice a tre è stata confermata anche da Mosca: Peskov ha chiarito che una discussione sull’ipotesi di svolgere l’incontro nel prossimo futuro ha avuto luogo durante una recente telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump, pur precisando che al momento non vi sono dettagli operativi definiti.
Mentre la diplomazia cerca faticosamente nuove vie di dialogo, sul campo di battaglia non si arrestano le ostilità.
La capitale ucraina è stata nuovamente bersagliata da un fitto raid di droni russi. Nel quartiere di Solomiansky un velivolo ha colpito al quarto piano un condominio di 25 piani, provocando una vittima e determinando limitazioni alla viabilità locale; nello stesso distretto la caduta di un secondo drone ha innescato un incendio nei pressi di un edificio non residenziale.
Un secondo attacco si è registrato nel quartiere di Pechersk, dove un drone si è schiantato contro un palazzo di 16 piani nel centro della capitale: il bilancio è di sette feriti e un morto, un ragazzo di 14 anni. Un altro raid ha danneggiato un immobile non residenziale nel distretto di Podilsky, provocando un ulteriore ferito.
Le incursioni dell’aviazione russa hanno colpito anche altre regioni del Paese: a Odessa un attacco mattutino ha provocato un morto, un ferito grave e il danneggiamento di abitazioni private e infrastrutture. A Zaporizhzhia il bombardamento con droni ha causato il ferimento di due persone e un incendio all’interno di un centro medico, costringendo i soccorritori all’evacuazione di sette pazienti, compresi alcuni soggetti con mobilità ridotta.
Sul fronte opposto, le forze armate ucraine hanno condotto un attacco in profondità nel territorio russo, colpendo con droni una raffineria di petrolio a Perm (a circa 1.500 chilometri dal confine) e lo stabilimento Iskra di Ulyanovsk, specializzato nella produzione di componenti elettronici per le telecomunicazioni. Altre esplosioni sono state segnalate a Voronezh, dove le difese aeree locali hanno danneggiato un impianto per la produzione di gomma sintetica.
Dal canto suo, il ministero della Difesa di Mosca sostiene di aver intercettato 592 droni ucraini sopra 18 regioni della Federazione, oltre che sulla Crimea e le acque del Mar Nero, mentre le Ferrovie russe hanno denunciato il danneggiamento di un treno passeggeri sulla linea Mosca-Togliatti a causa di un’azione esterna che ha provocato il ferimento del macchinista.
Paralellamente al conflitto militare si intensifica l’offensiva contro le infrastrutture informatiche ucraine.
Serhiy “Flash” Beskrestnov, esperto di settore e consulente tecnologico della presidenza ucraina, ha confermato che Mosca sta sistematicamente prendendo di mira i nodi di rete del Paese. Beskrestnov ha tuttavia rassicurato la popolazione su possibili blackout digitali totali: “L’Ucraina è un Paese con la più ampia diffusione di canali Internet; quindi, l’intero paese non rimarrà senza connessione”, pur avvertendo che potrebbero verificarsi disservizi locali ed eventuali rincari sulle tariffe per coprire i costi delle riparazioni.