HONG KONG - Si aggrava il bilancio del vasto incendio che ha devastato un complesso residenziale nel quartiere di Tai Po a Hong Kong. Il corpo dei vigili del fuoco ha confermato che il numero delle vittime è salito a 55 persone, di cui 51 sono morte sul posto e quattro in ospedale. 

I soccorritori sono ancora al lavoro alla ricerca dei numerosi residenti ancora dispersi, sebbene i vigili del fuoco non abbiano fornito un aggiornamento sul numero dei dispersi rispetto ai 279 precedentemente segnalati. Almeno 123 persone sono rimaste ferite, tra cui otto vigili del fuoco. 

Mentre l’incendio in quattro degli otto condomini del complesso Wang Fuk Court è stato spento, e altri tre sono sotto controllo, le autorità hanno immediatamente avviato indagini serrate sulla dinamica e sulle presunte negligenze legate ai lavori di ristrutturazione in corso. 

La èolizia di Hong Kong ha già annunciato l’arresto di tre persone – due dirigenti e un consulente che lavorano per l’impresa edile – sospettate di omicidio colposo. La polizia ritiene vi siano state “gravi negligenze da parte dei responsabili della ditta, un fatto che ha portato a questo incidente e comportato che l’incendio si diffondesse in modo incontrollabile”. 

La Commissione indipendente contro la corruzione (Icac) di Hong Kong ha istituito una task force per avviare un’indagine completa sulla possibile corruzione nel grande progetto di ristrutturazione del complesso, dato l’immenso interesse pubblico in gioco. 

Si ritiene che le fiamme si siano propagate attraverso le impalcature di bambù che circondavano gli edifici. La polizia ha riscontrato che gli edifici erano coperti con teli protettivi in rete e plastica che non avrebbero soddisfatto gli standard antincendio e ha scoperto che alcune finestre di un edificio non interessato erano state sigillate con materiale espanso.  

Il complesso Wang Fuk Court, costruito nel 1983 e composto da otto grattacieli di 31 piani, ospita circa 4.600 residenti. Il capo dell’esecutivo locale, John Lee, si è recato sul posto nella mattinata successiva alla tragedia. 

Il Consolato generale d’Italia a Hong Kong, in stretto raccordo con la Farnesina, sta monitorando la situazione. Al momento, non risultano connazionali tra le vittime e i feriti. La Farnesina ha assicurato che il Consolato continuerà a rendersi disponibile per ogni possibile assistenza consolare agli italiani nell’area colpita.