MILANO - L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto condizionamento delle designazioni arbitrali si avvia verso una richiesta di archiviazione. Il fascicolo, aperto nell’ottobre 2024 dal pm Maurizio Ascione, riguarda l’ipotesi che alcune pressioni abbiano alterato la regolarità di alcune partite di Serie A e Coppa Italia.
Ascione, che lascia la Procura di Milano per approdare alla Procura europea, potrebbe non firmare l’atto conclusivo dell’indagine e non sarebbe solo una questione di tempi, ma anche di valutazioni non pienamente condivise.
Dagli elementi raccolti, infatti, non sarebbero emersi elementi sufficienti per sostenere che le presunte pressioni abbiano inciso sulla regolarità delle partite al centro dell’indagine. La parte relativa ai presunti interventi nella sala Var di Lissone, in Brianza, potrebbe invece essere trasmessa alla Procura di Monza, competente per territorio.
Gli atti dovrebbero essere inviati anche alla giustizia sportiva, come chiesto dalla Procura federale della Figc, rimasta finora in attesa perché i documenti erano coperti da segreto istruttorio. Il materiale potrebbe inoltre arrivare alla Commissione parlamentare antimafia, interessata a verificare eventuali infiltrazioni o collegamenti con la criminalità organizzata.
Nel fascicolo risultano cinque indagati. Tra loro c’è l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, accusato di frode sportiva in concorso con appartenenti all’Inter. Secondo l’ipotesi iniziale, avrebbe contribuito a orientare alcune designazioni arbitrali considerate gradite o non sfavorevoli al club nerazzurro.
In particolare, l’accusa aveva messo sotto osservazione la designazione dell’arbitro Andrea Colombo per Bologna-Inter dell’aprile 2025 e quella di Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. Nell’ipotesi investigativa, quest’ultima scelta sarebbe servita anche a evitare la designazione dello stesso arbitro per un’eventuale finale o per successive gare di campionato.
Un altro filone riguarda Udinese-Parma del primo marzo 2025. Rocchi, secondo l’accusa, avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l’autonomia della sala di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’on field review dell’arbitro Fabio Maresca per l’assegnazione di un rigore all’Udinese.
Sotto la lente degli inquirenti sono finite anche altre partite, tra cui Inter-Verona della stagione 2023-2024, l’incontro segnato dall’episodio della gomitata di Bastoni a Duda, e Torino-Inter dell’aprile scorso, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stata designata con il preventivo consenso del club.
Gli investigatori, però, non avrebbero trovato intercettazioni dirette tra dirigenti dell’Inter e Rocchi. Per questo l’inchiesta milanese sembra ora destinata all’archiviazione, almeno nella parte relativa al presunto condizionamento delle designazioni arbitrali.