NEW YORK - Minacce di morte, taglie milionarie e il fantasma dell’insicurezza spingono Barron Trump a una vita sempre più riservata.

Il figlio ventenne del presidente degli Stati Uniti Donald Trump “non esce di casa” e conduce un’esistenza “piuttosto appartata”, come rivelato dal New York Post citando fonti vicine alla famiglia presidenziale. 

Dopo aver concluso il secondo anno alla New York University, Barron avrebbe trascorso gran parte dell’estate al fianco della madre, Melania Trump, nel golf club di Bedminster, in New Jersey. A spingerlo verso un profilo così defilato vi sono i passati tentativi di assassinare il padre e le recenti minacce indirizzate direttamente a lui.  

Negli ambienti ultraconservatori iraniani è infatti circolato un filmato (trasmesso anche dall’emittente pubblica Irib), intitolato “Dove uccidere Barron Trump”. Nel video di circa tre minuti, aperto da una grafica in inglese, si mostrano i luoghi in cui il giovane trascorre il tempo, come la Trump Tower di New York, sostenendo di monitorarne i movimenti e ponendo sulla sua testa una taglia da 10 milioni di dollari. 

Sul clima di forte apprensione pesa anche il profondo impatto emotivo legato all’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, a cui il ventenne era legato personalmente. “Questo è quello che succede quando ti esponi”, avrebbe confidato al padre nel comunicargli la notizia della morte di Kirk, secondo quanto ricostruito dai giornalisti Maggie Haberman e Jonathan Swan nel libro Regime Change. 

Dall’Iran è giunta tuttavia una secca smentita ufficiale. Il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha negato in un’intervista alla tv libanese Al Manar l’esistenza di un piano per eliminare il figlio del presidente Usa, puntando l’indice contro il premier israeliano: “La cospirazione contro il figlio di Trump è lavoro di Netanyahu. Netanyahu ha fatto entrare in panico Trump e ha condizionato le sue decisioni diffondendo notizie false su ‘un piano iraniano’ per assassinarlo”.

Rezaei ha ribadito che Teheran non ha in programma un simile attacco, aggiungendo che “se prendessimo una decisione in tal senso, nulla ci impedirebbe di portarla a termine, ma queste sono solo notizie alimentate da Netanyahu”. 

Negli Stati Uniti la guardia resta comunque altissima. Il portavoce del Secret Service, Nate Herring, ha dichiarato alla Cnn che l’agenzia “è al corrente del video e indaga su qualsiasi cosa possa essere percepita come una minaccia contro le persone sotto la nostra protezione”, precisando di non poter fornire ulteriori dettagli per ragioni di sicurezza operativa.

L’ufficio della First Lady Melania Trump (che già nel 2022 aveva ottenuto dall’amministrazione Biden l’estensione della scorta per il figlio) ha formalmente chiesto ai media di rispettare la riservatezza e la vita privata del ventenne.