TEHERAN - La capitale iraniana si prepara a vivere uno dei momenti più drammatici e imponenti della sua storia recente. Le autorità hanno annunciato l’avvio della macchina organizzativa per i solenni funerali di Stato dell’ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema rimasta uccisa lo scorso febbraio in un raid congiunto delle forze statunitensi e israeliane.
Per l’imam “martire” è stata disposta una cerimonia pubblica della durata di tre giorni, un grande evento per il quale la televisione statale e i funzionari della capitale stimano l’arrivo di una cifra compresa tra i 15 e i 20 milioni di persone. Come riportato dall’agenzia di stampa Tasnim News, i preparativi stanno vedendo il coinvolgimento attivo di diversi organismi nazionali e delle amministrazioni municipali di varie regioni dell’Iran.
Le autorità stanno completando la scelta del luogo principale che ospiterà il nucleo delle cerimonie nella capitale, dove i cortei funebri e gli omaggi ufficiali si protrarranno per almeno 24 ore consecutive. Al momento, le due opzioni principali al vaglio del governo sono la Gran Sala di Orazione di Teheran (Mosalla) e il monumentale mausoleo dedicato al fondatore della Repubblica Islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini.
Terminati gli atti solenni nella capitale, il feretro di Ali Khamenei inizierà un pellegrinaggio simbolico attraverso il Paese. Il corpo sarà trasferito prima nella città santa di Qom e successivamente a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, due tappe in cui si terranno ulteriori riti religiosi e manifestazioni di cordoglio popolare.
Il luogo scelto per la sepoltura finale sarà il santuario dell’Imam Reza a Mashhad, uno dei siti sacri più importanti e venerati del mondo sciita. Proprio in virtù della sacralità del luogo e della figura di Khamenei, Teheran prevede l’arrivo in massa di milioni di pellegrini provenienti non solo dall’Iran, ma da diversi Paesi della regione, in particolare da Pakistan, Afghanistan, India, Bangladesh e dalla regione del Kashmir.
Per far fronte a questo enorme afflusso e garantire l’ordine pubblico, l’organizzazione religiosa Astan Quds Razavi e il Corpo della Guardia Revoluzionaria Islamica (i Pasdaran) hanno già coordinato un piano con misure speciali di sicurezza e accoglienza.
La scomparsa di Khamenei risale al 28 febbraio scorso, il primo giorno di quella che è stata ribattezzata la “guerra di Ramadan”. In quella data, diversi obiettivi strategici in territorio iraniano furono sottoposti a una massiccia e coordinata ondata di attacchi missilistici su larga scala da parte di Stati Uniti e Israele, all’interno delle operazioni militari denominate “Epic Fury” e “Roaring Lion”.
Inizialmente furono le fonti d’intelligence israeliane ad affermare che il corpo di Khamenei era stato rinvenuto tra le macerie di un edificio colpito, mentre i media di Stato di Teheran confermarono ufficialmente il decesso della Guida Suprema soltanto il giorno successivo. Pochi giorni dopo, il 2 marzo, si è spenta anche la moglie dell’ayatollah, rimasta gravemente ferita nel medesimo bombardamento.
A chiudere la successione politica e spirituale del Paese è stato l’intervento dell’Assemblea degli Esperti che, lo scorso 8 marzo, ha nominato ufficialmente il figlio, Mojtaba Khamenei, come nuovo successore designato alla carica di Guida Suprema.