CARACAS - Il Venezuela è stato colpito da un violento terremoto, il più forte registrato nel Paese da oltre 125 anni. Due potenti scosse quasi gemelle, di magnitudo 7,2 e 7,5, si sono susseguite a distanza di appena 39 secondi, provocando crolli, danni diffusi e scene di panico in diverse aree del Paese, compresa la capitale Caracas. 

Secondo l’ultimo bilancio ufficiale diffuso dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez attraverso la televisione di Stato, le vittime sono almeno 164, mentre i feriti hanno raggiunto quota 971. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e continua a temere un disastro di vaste proporzioni. 

L’epicentro del sisma è stato localizzato nei pressi di Morón, città costiera situata nella parte centro-settentrionale del Venezuela, a circa 200 chilometri da Caracas. Le scosse sono state avvertite anche in Colombia, mentre gli Stati Uniti hanno attivato in via precauzionale un’allerta tsunami per Porto Rico, le Isole Vergini Americane e le Isole Vergini Britanniche, successivamente revocata. 

“Questo terremoto è stato il secondo evento di una coppia sismica. La scossa principale di magnitudo 7,5 è stata preceduta, con un intervallo di 39 secondi, da una scossa preliminare di magnitudo 7,2”, ha spiegato lo United States Geological Survey (Usgs), l’agenzia scientifica statunitense specializzata nel monitoraggio dei terremoti. L’ultimo evento sismico di intensità comparabile risaliva al 29 ottobre 1900, quando un terremoto di magnitudo 7,7 colpì la costa del Paese sudamericano. 

A Caracas centinaia di persone si sono riversate nelle strade mentre soccorritori, vigili del fuoco e agenti di polizia lavorano senza sosta tra le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Video diffusi sui social mostrano il momento delle scosse: un boato improvviso, il crollo di parti di edifici e persone in fuga tra nuvole di polvere e calcinacci. “È stato come essere in un film dell’orrore”, ha raccontato un sopravvissuto. 

Le autorità continuano a valutare l’entità dei danni. “Feriti e crolli di edifici” sono stati confermati dal ministro degli Interni Diosdado Cabello, che ha invitato la popolazione a “mantenere la calma e ad abbandonare gli edifici danneggiati”.  

Secondo una prima ricognizione governativa, gli Stati di Trujillo, Carabobo, Miranda e La Guaira risultano tra le aree più colpite. Anche la Colombia monitora attentamente la situazione. Freddy Tovar, coordinatore della Rete sismologica nazionale colombiana, ha riferito di aver ricevuto oltre 200 segnalazioni di scosse avvertite nel Paese. “Le caratteristiche di questo evento sismico fanno prevedere possibili repliche, che potrebbero essere avvertite distintamente anche sul territorio colombiano”, ha avvertito. 

Tra le infrastrutture maggiormente danneggiate figura l’aeroporto internazionale di Maiquetía, principale scalo del Venezuela, chiuso per “gravi danni alle infrastrutture”. Un video diventato virale, con oltre due milioni di visualizzazioni in poche ore, mostra il momento del terremoto all’interno dell’aeroporto Simón Bolívar: si sente un forte boato, seguito dalle urla dei passeggeri mentre parti del soffitto crollano e una nube di polvere invade uno dei corridoi. 

Danni materiali sono stati registrati anche all’ambasciata francese Caracas: il ministero degli Esteri da Parigi ha reso noto che tutto il personale diplomatico è stato contattato ed è al sicuro. “Allo stato attuale non disponiamo di informazioni che segnalino vittime francesi”, ha dichiarato il Quai d’Orsay, precisando che i servizi consolari restano mobilitati e in contatto con la comunità francese residente nel Paese, composta da circa 2.000 cittadini registrati.  

Parigi si è inoltre detta “pronta a esaminare, insieme ai suoi partner europei, i mezzi per rispondere alle necessità più urgenti della popolazione venezuelana”, anche attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile qualora Caracas ne richiedesse l’attivazione.  

Anche l’Italia segue con attenzione l’evolversi della situazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con l’ambasciatore d’Italia a Caracas, Giovanni De Vito, per fare il punto sugli effetti del terremoto. Mentre proseguono le verifiche sui danni e sul numero delle vittime, Tajani ha chiesto alla sede diplomatica di accertare in particolare le condizioni dei cittadini italiani presenti nel Paese, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il ‘meccanismo di protezione civile Ue’ che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere”.