BERLINO - Ottant’anni della Repubblica Italiana celebrati fuori dai confini nazionali, in uno dei Paesi europei dove la presenza italiana continua a essere tra le più numerose, articolate e in trasformazione. È da qui che prende forma l’Italian Week 2026, la nuova iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia a Berlino che, tra fine maggio e i primi giorni di giugno, porterà in diverse città tedesche un fitto programma di appuntamenti dedicati alla cultura, all’arte, alla musica, al cinema e all’enogastronomia italiana.  

Un’iniziativa che arriva in un momento particolare non soltanto per il Belpaese, che quest’anno celebra l’80esimo anniversario della nascita della Repubblica, ma anche per il rapporto tra Italia e Germania, che nel 2026 festeggiano 75 anni di relazioni diplomatiche. Due ricorrenze che l’Ambasciata italiana ha scelto di unire all’interno di una manifestazione diffusa che coinvolgerà Ambasciata, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e partner istituzionali tedeschi in circa cento eventi distribuiti in varie città della Repubblica Federale.  

Negli ultimi anni, la Germania è divenuta una delle principali destinazioni della nuova mobilità italiana in Europa. Accanto alle famiglie emigrate nel secondo dopoguerra convivono oggi studenti, ricercatori, professionisti, lavoratori qualificati e giovani creativi che hanno scelto città come Berlino, Monaco, Francoforte o Amburgo per costruire il proprio percorso personale e professionale. Una presenza italiana che, nel tempo, ha inevitabilmente modificato anche il modo di vivere e raccontare l’italianità all’estero.

Ed è proprio questa trasformazione che sembra fare da sfondo all’Italian Week 2026, che punta a raccontare un’Italia contemporanea attraverso linguaggi diversi e accessibili a un pubblico ampio, non necessariamente italiano. Il programma prevede, infatti, mostre d’arte contemporanea, rassegne cinematografiche, concerti, festival gastronomici, incontri culturali e iniziative pubbliche organizzate in città come Berlino, Dresda, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Monaco, Stoccarda, Wolfsburg e Wuppertal.  

Particolarmente ricco il calendario previsto nella capitale tedesca, dove avranno luogo alcuni degli appuntamenti principali della manifestazione. Tra questi, una mostra legata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, una delle realtà più importanti dell’arte contemporanea italiana, impegnata da anni nella promozione di artisti italiani e internazionali e nello sviluppo di collaborazioni culturali in tutta Europa.  

Accanto all’offerta artistica, il programma berlinese comprende anche lo Street Festival di Hiroshimastrasse, con spettacoli dal vivo e specialità italiane, gli Italian Short Film Days dedicati al cortometraggio italiano contemporaneo, l’Italian Street Food Festival e una serie di visite guidate alla Gemäldegalerie dedicate ai grandi capolavori italiani custoditi nel museo berlinese.  

Tra le iniziative più particolari figura, inoltre, l’apertura straordinaria dell’Ambasciata italiana al pubblico, pensata per permettere ai visitatori di accedere agli spazi della sede diplomatica e alle opere esposte al suo interno. Presentando il progetto, l’ambasciatore italiano a Berlino, Fabrizio Bucci, ha spiegato come l’intenzione sia quella di trasformare l’Ambasciata in uno spazio sempre più aperto alla città e al dialogo culturale tra Italia e Germania.  

Più che limitarsi alle celebrazioni ufficiali del 2 giugno, l’Italian Week sembra dunque voler trasformare la Festa della Repubblica in un’occasione di partecipazione culturale diffusa, capace di coinvolgere non soltanto la collettività italiana residente in Germania, ma anche il pubblico tedesco e internazionale.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: il tentativo di raccontare un’Italia che, pur mantenendo un forte legame con la propria tradizione culturale, cerca oggi di presentarsi all’estero anche attraverso i linguaggi della contemporaneità, dell’arte, del cinema, della musica e della creatività urbana. Una modalità che riflette, inevitabilmente, anche il cambiamento delle comunità italiane in Europa e il modo in cui queste ultime continuano a ridefinire il proprio rapporto con la cultura e il senso di appartenenza.