SYDNEY – L’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare per l’economia e la società la più grande forza di trasformazione dall’introduzione dell’elettricità, secondo l’ex primo ministro Paul Keating, che ha esortato l’Australia ad affrontare con maggiore decisione le sfide della produttività e del cambiamento tecnologico.
Keating è intervenuto ieri sera a un evento tutto esaurito del Sydney Writers’ Festival, alla Sydney Recital Hall, in conversazione con l’esperto di affari internazionali James Curran.
L’incontro era dedicato al nuovo libro dello storico, Grand Ambition, che ricostruisce la visione di Keating sul ruolo dell’Australia nel mondo durante gli anni trascorsi al governo.
Parlando della debole crescita della produttività, l’ex primo ministro ha sostenuto che il Paese abbia bisogno di una nuova fase di cambiamenti strutturali, dopo un lungo periodo nel quale, a suo giudizio, le riforme di ampia portata sono state limitate.
Keating ha indicato l’intelligenza artificiale come il principale terreno sul quale l’Australia dovrà misurarsi nei prossimi anni.
“Credo che sarà, certamente dalla scoperta dell’elettricità, la più grande forza di cambiamento”, ha dichiarato.
L’ex leader Laburista ha inoltre elogiato le recenti modifiche del governo federale alla tassa sulle plusvalenze, introdotte con l’obiettivo di rendere il mercato immobiliare più accessibile.
Secondo Keating, eventuali cali dei valori delle abitazioni nell’ordine del 10 o 15 per cento non dovrebbero impedire al governo di proseguire con riforme ritenute necessarie.
L’intervento ha toccato anche la politica estera, terreno sul quale l’ex primo ministro continua a esprimere posizioni spesso critiche nei confronti dell’attuale impostazione strategica australiana.
Keating ha ribadito la propria opposizione all’accordo AUKUS, sostenendo che Canberra debba “badare a se stessa” invece di dipendere eccessivamente da Stati Uniti e Regno Unito.
“A causa di questi accordi con gli americani e i britannici abbiamo perso sovranità”, ha affermato.
Keating ha tuttavia espresso un giudizio complessivamente favorevole sulla politica estera del presidente statunitense Donald Trump, sostenendo che sta cercando di evitare una terza guerra mondiale.
Secondo Keating, Trump sarebbe uno dei pochi leader occidentali disposti a trattare separatamente con Russia e Cina, una posizione che spiegherebbe anche il rapporto mantenuto con il presidente cinese Xi Jinping.
Keating aveva recentemente criticato anche il leader dell’opposizione Angus Taylor, giudicandolo inadatto a governare dopo la presentazione della nuova politica migratoria Liberale.
Aveva definito quella proposta razzista e ispirata a Trump, interpretandola come un tentativo di contenere la crescita di One Nation.
Taylor aveva replicato accusando l’ex primo ministro di essere lontano dalla realtà australiana e dai valori del Paese.
Keating guidò il governo federale dal 1991 al 1996, dopo Bob Hawke, prima della vittoria della Coalizione guidata da John Howard.