WASHINGTON - La Casa Bianca ha presentato mercoledì la nuova “Strategia antiterrorismo degli Stati Uniti”, un documento di 16 pagine che segna una rottura drastica con il passato. Sviluppato sotto il coordinamento di Sebastian Gorka (stretto alleato di Donald Trump e figura controversa per i suoi passati legami con la destra radicale europea), il piano sposta il focus della sicurezza nazionale dai suprematisti bianchi (priorità dell’amministrazione Biden) verso nuove minacce interne ed esterne.
Il documento riserva i toni più duri agli alleati europei, accusando le politiche migratorie del Vecchio Continente di essere un pericolo per la sicurezza globale. L’Europa viene definita simultaneamente come un “obiettivo” e un “incubatore” di terrorismo, causato, secondo il testo, dall’immigrazione di massa e dai confini aperti.
“È chiaro che gruppi ostili sfruttino gli ideali globalisti. Più queste culture aliene crescono e più queste politiche persistono, più il terrorismo è garantito”, si legge nel rapporto. Il testo esorta l’Europa, definita “culla della cultura occidentale”, a invertire il proprio “volontario declino”, pur confermando che le nazioni europee restano i partner strategici principali degli Usa.
Sul fronte interno, la strategia annuncia una lotta senza quartiere contro i gruppi di sinistra radicale. La priorità assoluta sarà la “rapida identificazione e neutralizzazione” di organizzazioni definite antistatunitensi e anarchiche.
Antifa resta il bersaglio principale, essendo stata già designata da Trump come organizzazione terroristica straniera nel 2025 in seguito all’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Il documento introduce inoltre una categoria inedita individuando come minaccia gli estremisti pro-transgender e non binari; illustrando il piano alla stampa, Gorka ha usato toni bellicosi affermando che, siano essi cartelli, jihadisti o assassini transgender, l’amministrazione intende abbatterli.
Un pilastro centrale della strategia resta il contrasto ai cartelli della droga in America Latina. Il documento rivendica i successi delle operazioni in corso nel continente americano, citando la cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro avvenuta a gennaio. Trump ha già chiesto ai leader regionali una collaborazione totale contro le gang transnazionali, avvertendo che la serietà dei partner sarà misurata in base al contributo concreto messo sul tavolo.
Per attuare questo piano, l’amministrazione utilizzerà “strumenti costituzionali” per mappare i legami tra gruppi politici violenti e organizzazioni radicali. La figura di Gorka, tuttavia, continua a sollevare polemiche: il consigliere di origine ungherese era stato allontanato dalla Casa Bianca nel 2017 a causa di sospetti legami con l’ordine Vitézi Rend (collegato storicamente al periodo nazista), per poi essere richiamato da Trump per guidare questa nuova fase della sicurezza nazionale.