Come se fosse una partita di calcio, la Fifa si difende contrattaccando. Difende il suo presidente, Gianni Infantino, al centro di una bufera che sembra ormai andare oltre le ultime mosse della Federcalcio mondiale, dal caso Balogun al progetto Ffe.
“È sempre più evidente - scrive la Fifa - che è in atto uno sforzo concertato e continuo da parte di alcuni per indebolire la Fifa e il suo presidente. Coloro che non dispongono del sostegno delle Federazioni affiliate alla Fifa non dovrebbero cercare di ottenere, attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione, ciò che non riescono a ottenere attraverso i consolidati processi democratici della Fifa”.
Mancano sette mesi alle elezioni di Rabat: “La Fifa non sosterrà, faciliterà né tollererà alcun processo relativo all’elezione del presidente della Fifa che sia in contrasto con gli Statuti della Fifa, le procedure democratiche e il quadro di governance stabilito - si legge nel comunicato -. Il presidente della Fifa è stato eletto democraticamente dalle Federazioni affiliate e continua a esercitare il proprio incarico sulla base del loro mandato”, scrive l’organismo che governa il calcio mondiale.
Una risposta neanche troppo velata all’Europa: la Uefa, naturalmente, con la federcalcio norvegese che guida il coro di critiche, dopo le parole della presidente Lise Klaverness (una possibile candidata alle elezioni) che ha chiesto le dimissioni di Infantino.
Un’alternativa al leader eletto ancora non c’è. Ma nel clima attuale, con la Uefa ormai in aperto conflitto con il numero uno del calcio mondiale, appare impossibile immaginare una corsa senza avversari. Entro il 18 novembre, termine ultimo per la presentazione delle candidature, uno sfidante entrerà in scena.
Secondo la Fifa “il cambiamento mette inevitabilmente in discussione interessi consolidati, ma il disaccordo rispetto a tale cambiamento non può giustificare tentativi di indebolire il mandato democratico del presidente della Fifa o l’istituzione che è stato eletto a guidare. La Fifa accoglie con favore un legittimo scrutinio. Ma lo scrutinio non costituisce una licenza per distorcere i fatti, amplificare accuse prive di fondamento o creare diversivi volti a ostacolare i progressi. Quando le notizie diffuse sono inesatte o fuorvianti, la Fifa le contesterà direttamente e con fermezza”, afferma la Federcalcio mondiale.
La Fifa, inoltre, sottolinea che “le recenti notizie diffuse dai media hanno incluso affermazioni prive di fondamento e accuse palesemente false riguardanti la Fifa e il suo presidente. Speculazioni e insinuazioni non dovrebbero essere presentate come fatti, e la ripetizione di un’accusa non la rende vera”.
Un riferimento all’ultima inchiesta del Telegraph, secondo cui una presunta amante di Infantino avrebbe ricevuto una ricca buonuscita mentre entrambi lavoravano alla Uefa. Secondo L’Equipe, la Uefa starebbe valutando l’apertura di un’indagine interna sulla condotta dell’ex segretario generale dell’organismo continentale.
Insomma, tra Uefa e l’attuale Fifa è scontro aperto senza margini per ricucire. Nyon chiedeva non solo il ritiro del progetto Ffe, ma anche garanzie “che tentativi di snaturare il calcio in questo modo non si sarebbero più ripetuti”.
Dalla Uefa nei giorni scorsi è stato confermato che le condizioni per interrompere il boicottaggio ai tornei Fifa non sono state rispettate. Il primo esame saranno i Mondiali U20 femminili, al via il 5 settembre.
Manca meno di un mese. Ma nell’intrigo della politica sportiva internazionale è un tempo più che sufficiente perché possa ancora succedere di tutto.