LONDRA – La morte del giovane studente inglese Henry Nowak sta scuotendo profondamente il Regno Unito, alimentando un acceso dibattito su sicurezza urbana, violenza giovanile, tensioni etniche e gestione delle emergenze da parte delle forze dell’ordine.
Henry Nowak, 18 anni, studente di contabilità e finanza all’università di Southampton, è stato ucciso nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 2025 dopo una violenta aggressione avvenuta nel quartiere di Portswood, a Southampton. Il ragazzo stava rientrando da una serata con i compagni della squadra di calcio universitaria quando la situazione è degenerata improvvisamente.
Nei giorni scorsi si è svolto il processo presso la Southampton Crown Court, contro Vickrum Digwa, 23 anni. Digwa, cittadino britannico di radici indiane e fede sikh, lo ha colpito cinque volte con un coltello cerimoniale da 21 cm, infierendo sul petto e sui polmoni. La sentenza di ergastolo con minimo 21 anni di carcere, emessa lunedì dalla Southampton Crown Court, non ha placato lo sdegno della famiglia né la tempesta politica.
Al centro della controversia non è solo l’omicidio – giudicato senza alcuna provocazione razziale – ma il comportamento iniziale della Polizia dell’Hampshire.Secondo quanto riferito in aula, nella confusione immediatamente successiva all’aggressione gli agenti avrebbero inizialmente ammanettato il giovane Henry Nowak — già gravemente ferito — ritenendolo coinvolto nell’alterco, prima di rendersi conto della gravità della situazione e tentare di prestargli soccorso quando ormai stava collassando.
“Henry Nowak era gentile, premuroso e molto amato. La sua vita gli è stata rubata, lasciando la sua famiglia e i suoi cari devastati. Le immagini delle telecamere sul corpo sono strazianti. È assolutamente giusto che l’IOPC (Independent Office for Police Conduct) stia esaminando questo caso. Ci sono domande serie a cui la Polizia deve rispondere”. Così su X il premier britannico Keir Starmer.
Il caso ha acceso un forte scontro politico nel Regno Unito. Il leader di Reform Uk, Nigel Farage, ha accusato le autorità di un approccio sbilanciato e ha parlato di una giustizia “a targhe alterne”, usando la vicenda per criticare le politiche governative di diversità, eguaglianza e inclusione.
La dinamica rivelata dalle bodycam - con il ragazzo che dice ai poliziotti di essere stato accoltellato e questi che gli rispondono “non ci crediamo” - ha ricordato a molti il caso di George Floyd negli Stati Uniti e spinto Farage a condannare “il pregiudizio contro i bianchi” e rilanciare lo slogan “White Lives Matter”.
“Tutti in questo Paese sono uguali davanti alla legge”, ha replicato la ministra dell’Interno britannica Shabana Mahmood, intervenendo alla Camera dei Comuni.