Oltre 900 espositori, un mercato in continua evoluzione e una platea di operatori arrivati da ogni angolo dell’Australia e dall’estero. Nella caratteristica cornice del Melbourne Convention and Exhibition Centre, dal 31 agosto al 3 settembre, Fine Food Australia torna a puntare i riflettori sull’universo del foodservice, della ristorazione e dell’ospitalità, confermandosi una delle principali vetrine professionali del settore nel Paese.
Una manifestazione rigorosamente B2B, riservata a chef, ristoratori, distributori, importatori e produttori, dove le nuove tendenze incontrano l’impresa e le idee cercano il loro spazio sul mercato. Cibi e bevande, attrezzature professionali, tecnologie, packaging e soluzioni innovative si contendono l’attenzione di un pubblico di addetti ai lavori sempre alla ricerca della prossima novità.
Ancora una volta, a ritagliarsi un ruolo da protagonista è l’Italia, presente con un magnifico padiglione nazionale promosso dall’Agenzia ICE, che ha portato a Melbourne 23 aziende rappresentative di un patrimonio agroalimentare che sembra non conoscere confini.
L’inaugurazione, il primo settembre, ha visto la presenza dell’ambasciatore italiano a Canberra Nicola Lener, della console per il Victoria e la Tasmania Chiara Mauri e del presidente dell’ICE di Sydney, recentemente eletto, Alessandro Lamura. Un parterre istituzionale di rilievo, impreziosito dalla presenza di Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, giunto direttamente dall’Italia per sostenere le piccole e medie imprese italiane presenti alla rassegna. Una visita tutt’altro che simbolica: erano infatti più di dieci anni che un presidente dell’Agenzia ICE non veniva in Australia.
Tra gli stand e durante una tavola rotonda, i rappresentanti istituzionali hanno incontrato gli imprenditori, ascoltato progetti e raccolto testimonianze di aziende che, pur partendo spesso da dimensioni contenute, guardano con ambizione ai mercati internazionali.
È il caso di Molino Pasini, realtà specializzata in farine e miscele per pizza, pasta fresca e pasticceria. “Siamo presenti in Australia ormai da quindici anni e partecipiamo a questa fiera dal 2015 – racconta Massimiliano Bertuzzi, Sales Manager dell’azienda –. Per noi è un mercato in forte crescita, perché c’è una domanda sempre maggiore di prodotti di altissima qualità”.
Qualità, innovazione e capacità di intercettare i gusti di un pubblico internazionale sono anche le parole d’ordine di Etna Dolce, azienda siciliana specializzata in prodotti senza glutine. Il suo biglietto da visita a Melbourne è un cannolo dalla shelf life di ben dieci mesi, disponibile in diversi gusti e pensato per viaggiare ben oltre i confini italiani.
“Sono prodotti realizzati in Sicilia, quindi 100 per cento nostrani”, spiegano dall’azienda. Il gusto che continua a farla da padrone è quello al pistacchio, ma l’impresa non resta con le mani in mano e segue i nuovi trend internazionali, inserendo nelle proprie creme ingredienti e sapori capaci di strizzare l’occhio alle nuove generazioni di consumatori.
E dalla Sicilia si passa alla Sardegna, dove tradizione e tecnologia si incontrano in un prodotto decisamente fuori dagli schemi: l’agnello IGP precotto, pensato espressamente per il mercato australiano. “Tra qualche mese sarà possibile trovare i sapori dell’agnello sardo direttamente al supermercato – spiega Alessandro Mazzette –. È un prodotto precotto, realizzato con una tecnologia innovativa sviluppata in Sardegna. In cinque minuti si può portare a tavola il sapore della carne sarda”.
Una soluzione pratica, quasi un colpo di genio, per un consumatore sempre più attento alla qualità ma anche alla comodità. Dai prodotti di nicchia alle eccellenze più blasonate, il filo conduttore resta uno solo: portare nel mondo l’identità italiana attraverso il gusto. Ne è un esempio Acetaia Giusti, tra le più antiche aziende produttrici di aceto balsamico al mondo, fondata nel 1605.
A Fine Food Australia, dunque, l’Italia non si limita a mettere in mostra i propri prodotti. Racconta una storia fatta di territorio, artigianalità, innovazione e capacità imprenditoriale.