BUENOS AIRES – È stato presentato ufficialmente il programma della visita apostolica che papa León XIV compirà in Argentina dall’8 all’11 novembre, nel quadro del viaggio internazionale che lo porterà anche in Uruguay e Perù. Il programma ufficiale è stato pubblicato dalla Santa Sede il 21 settembre.

L’annuncio è arrivato questa mattina dalla Casa Rosada, durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il cancelliere Pablo Quirno, la ministra della Sicurezza nazionale Alejandra Monteoliva, il nunzio apostolico in Argentina, monsignor Michael Wallace Banach, e il presidente della Conferenza episcopale argentina, monsignor Marcelo Colombo.

La visita è stata presentata tanto dal Governo come un appuntamento istituzionale di grande portata. Quirno ha presentato un calendario fitto di appuntamenti pastorali, sociali, ecumenici e interreligiosi, oltre agli incontri con i fedeli, sottolineando più volte il lavoro svolto dal Governo nazionale e dal presidente Javier Milei per rendere possibile la visita.

Anche la Santa Sede ha evidenziato l'importanza istituzionale della visita ma con una sottolineatura precisa: il suo carattere apostolico e pastorale.

È stato soprattutto il nunzio Banach a insistere su questo punto. Avendo comunque ricordato l’importanza delle relazioni diplomatiche tra il Vaticano e l’Argentina, ha precisato che “il centro di questo viaggio apostolico è Sua Santità, papa León XIV”, ricordando che il Pontefice arriverà in Argentina anche come capo di Stato, “ma viene principalmente come pastore per rafforzare i suoi fratelli e le sue sorelle nella fede”.

Per Banach, non è casuale la definizione di “viaggio apostolico”. “L’aggettivo utilizzato è importante”, ha sottolineato, annunciando che il viaggio avrà un carattere “eminentemente pastorale”.

Il nunzio ha collegato gli appuntamenti in programma alle opere di misericordia corporali e spirituali, riassumendone il significato nelle azioni di “alimentare, accogliere, perdonare e pregare”.

Le opere di misericordia sono le azioni attraverso le quali, secondo la tradizione cristiana, si aiuta il prossimo nelle sue necessità materiali e spirituali. Banach ha ricordato che, nelle parole del Papa, esse rappresentano occasioni concrete per “crescere nella consapevolezza dell’eccelsa dignità di ogni persona”.

Solo dopo questa sottolineatura sul carattere pastorale della visita, il nunzio ha espresso il “profondo ringraziamento della Santa Sede” al presidente Milei e al Governo argentino, non soltanto per l’invito rivolto a Leone XIV, ma anche per la “generosità e disponibilità” dimostrate durante la preparazione del viaggio.

Solo dopo questa precisazione è arrivato il ringraziamento della Santa Sede al presidente Javier Milei e al Governo argentino per l’invito e per la collaborazione nell’organizzazione del viaggio, esteso anche alle autorità locali e alla Conferenza episcopale.

Loghi e motti del viaggio apostolico di Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù

arriverà a Buenos Aires nel pomeriggio di domenica 8 novembre, proveniente da Montevideo a bordo di un volo di Aerolíneas Argentinas. L’arrivo è previsto alle 16.30 all’Aeroparque Jorge Newbery.

La prima tappa sarà il monumento al generale José de San Martín e agli Eserciti dell’Indipendenza, in Plaza San Martín. Alle 17.20 è prevista la cerimonia di benvenuto alla Casa Rosada e, mezz’ora più tardi, l’incontro privato con il presidente Milei. In serata, al Palacio Libertad, León XIV incontrerà autorità, corpo diplomatico e rappresentanti della società civile.

Lunedì 9 novembre sarà dedicato soprattutto agli incontri sociali, religiosi e pastorali. Il Papa visiterà il Pequeño Cottolengo Don Orione di Claypole e celebrerà la Messa al Monumento agli Spagnoli, a Palermo.

Nel pomeriggio, all’Università Cattolica Argentina, incontrerà rappresentanti del mondo del lavoro, tra imprenditori e lavoratori. Seguirà al Palacio San Martín un incontro con i leader delle comunità cristiane e delle diverse tradizioni religiose. La giornata si concluderà nella Cattedrale metropolitana con la celebrazione dei Vespri insieme all’episcopato argentino e alle équipe sinodali.

Martedì 10 novembre il Pontefice volerà a Córdoba. Alle 10 celebrerà la Messa nell’area della Escuela de Aviación Militar. Nel pomeriggio incontrerà vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, seminaristi e operatori pastorali nella Cattedrale di Córdoba.

Rientrato a Buenos Aires, in serata parteciperà a una veglia con i giovani al Monumento agli Spagnoli.

Mercoledì 11 novembre, prima della partenza per Lima, León XIV visiterà il Complesso penitenziario federale di Buenos Aires. Alle 10 celebrerà la Messa nella piazza della Basilica di Nostra Signora di Luján, uno dei luoghi simbolicamente più importanti della religiosità argentina.

Alle 14 partirà dall’aeroporto Ministro Pistarini alla volta del Perù, proseguendo il viaggio apostolico iniziato in Uruguay.

La ministra della Sicurezza nazionale Alejandra Monteoliva ha illustrato il lavoro organizzativo e il dispositivo previsto per accompagnare la visita.

L’operazione coinvolgerà diverse forze e autorità nelle tre aree interessate e dovrà coordinare gli spostamenti del Pontefice, gli accessi e la sicurezza durante quattro eventi di massa e undici eventi al chiuso. Il Governo stima un’affluenza complessiva fino a 7 milioni di persone, considerando l’insieme degli appuntamenti. È inoltre attesa la presenza di fedeli provenienti dai Paesi confinanti.

Restano da definire diversi aspetti pratici. Quirno ha spiegato che non è ancora deciso l’eventuale ricorso a ferie, giorni non lavorativi o asueti nelle diverse località interessate dalla visita. Devono inoltre essere comunicati i dettagli relativi agli accreditamenti per gli eventi chiusi, agli accessi, agli orari, ai percorsi e alle eventuali limitazioni alla circolazione.

Il presidente della Conferenza episcopale argentina, monsignor Marcelo Colombo, ha invece presentato il motto scelto per accompagnare la visita: “Benvenuti tutti, andate e annunciate”.

Le parole, ha spiegato, intendono esprimere la vocazione della Chiesa argentina a raccogliere l’invito di Leone XIV a “costruire insieme una nuova umanità”.

Per la Conferenza episcopale, la visita rappresenta anche l’occasione per una “rinnovata missione come Chiesa”, con l’obiettivo di favorire la comunione e l’unità nazionale e di essere “artefici di un tempo nuovo di convivenza e dialogo nelle differenze di posizioni e convinzioni”.

Il messaggio si inserisce quindi nella dimensione pastorale che le autorità ecclesiastiche hanno voluto attribuire fin dall’inizio alla visita.

Nonostante l’insistenza sul carattere pastorale del viaggio, le domande dei giornalisti hanno inevitabilmente portato la discussione anche sul terreno politico e sociale.

Durante la conferenza è stato chiesto al cancelliere Quirno come si concilieranno i messaggi della Chiesa sulla giustizia sociale con le politiche di austerità e i tagli del Governo Milei, anche alla luce della visita del Papa al Cottolengo Don Orione e dell’incontro con il mondo del lavoro.

Il cancelliere ha risposto richiamando il carattere pastorale e apostolico della visita e sostenendo che non esistono “differenze fondamentali” tra il Governo nazionale e la Chiesa "rispetto ai valori giudeo-cristiani".

Un altro giornalista ha chiesto al cancelliere se il Governo fosse preoccupato dal fatto che il Papa incontrerà persone appartenenti a settori sociali interessati dalle politiche di aggiustamento, tra cui persone con disabilità e lavoratori. La domanda è stata collegata anche al sostegno espresso dall’episcopato ai giornalisti durante la chiusura della sala stampa della Casa Rosada e alle successive restrizioni per gli accrediti.

Il programma ufficiale presentato oggi stabilisce i principali appuntamenti del viaggio, ma lascia aperti alcuni dettagli organizzativi e eventuali incontri.

Al momento non sono stati annunciati eventuali incontri del Pontefice con esponenti dell’opposizione locale, come il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof. Non è inoltre ancora noto se all’incontro previsto all’UCA con il mondo del lavoro sarà presente Juan Grabois, figura che ha mantenuto rapporti molto stretti con il Vaticano durante il pontificato di Jorge Mario Bergoglio.