La storia delle lasagne è antichissima.  Già nel I secolo a.C. Apicio nel suo ricettario De re coquinaria, cita un piatto chiamato ‘Lagana’, preparato con sfoglie di pasta alternate a una farcia di carne, il cui nome deriverebbe da laganum, che in latino indicava sia la sfoglia sottile ricavata da un impasto a base di farina, sia il recipiente dove veniva cotta, la lagana.

Le lasagne le ritroviamo nel Medioevo, nei versi di Jacopone da Todi e Cecco Angiolieri e nei secoli seguenti in diversi ricettari, tra i quali l’Anonimo Toscano, eccetto il più noto della gastronomia italiana, La Scienza in cucina di Pellegrino Artusi.

La prima traccia scritta sulla preparazione di lasagne alla maniera di Bologna appare nel 1935 nel libro Il ghiottone errante del giornalista Paolo Monelli.

Ma se c’è un piatto che al di là dell’età, la regione di provenienza o la stagione, mette tutti d’accordo, è una teglia di lasagne fumante.

Proprio per celebrare questa bontà, è stato istituito il Lasagna Day, una ricorrenza nata negli Stati Uniti ma ormai celebrata ovunque, Italia e Australia comprese, il 29 luglio. 

A Melbourne il noto Chef Gaetano ‘Guy’ Grossi (nella foto), ha deciso di anticipare le celebrazioni di questo pilastro culinario italiano famoso in tutto il mondo e che non passa mai di moda, al 26 di luglio, per un memorabile pranzo domenicale, presso l’iconica San Remo Ballroom che ha aperto i battenti nel lontano 1870, e che continua la tradizione sotto l’attenta direzione di Rob e Maria Cadoni.

Dopo gli aperitivi, con prosecco e vini di qualità, i commensali si sono accomodati ai tavoli per gustare l’antipasto, preparato da Guy e la sua brigata di cucina, composto da pochi elementi ma di grande qualità: prosciutto San Daniele, mortadella locale, peperoni arrostiti, concia di zucchine, bocconcini e crocchette di tonno. Un piatto perfetto per stuzzicare l’appetito che ha fatto da preludio per le mitiche lasagne che sono state su tutti i menu dei ristoranti del gruppo Grossi, dal primo, Quadri, all’ultimo, Florentino, da poco ceduto.

Sette strati, come vuole la tradizione, di pasta sottile e setosa, ragù ultra-saporito, besciamella leggerissima e parmigiano reggiano a volontà, che insieme erano una sinfonia nel piatto. Guy è figlio d’arte: suo padre, Piero Grossi, anche lui chef, nato in Puglia ma formatosi a Milano, arrivò a Melbourne nel 1960 su invito di Mario Viganò per dirigere la cucina del ristorante Mario’s, in Exhibition Street. Per le lasagne, però, Guy ha sempre avuto una predilezione per la ricetta della madre, Marisa, originaria di Verona, che, come tante mamme italiane, le preparava per il tradizionale pranzo della domenica.

Per finire il pranzo, il magico Tiramisù, un dolce sempre ottimo che nella preparazione di Guy Grossi diventa emblematico.

Nel prendere commiato dagli ospiti ormai satolli, lo chef ha dichiarato che per ripetere l’esperienza di gustare le sue iconiche lasagne non si dovrà attendere un’altra edizione della Giornata internazionale delle lasagne, il prossimo anno. In base ad un accordo annunciato dallo stesso Guy tra gli applausi, la sua ricetta sarà ripetuta nelle cucine dello stabilimento Agresta Prima Pasta artigianale, a Tullamarine, e le teglie di lasagne saranno presto disponibili nei frigoriferi di supermercati e negozi di alimentari di fiducia.