PERTH - Fortescue ha aperto nella capitale del Western Australia un nuovo centro di formazione per elettricisti e tecnici specializzati, nel tentativo di fare fronte a una carenza di manodopera che può frenare la transizione energetica australiana.

Il Power Up Training Centre nasce dalla collaborazione tra il gruppo minerario e due istituti TAFE del Western Australia. La struttura offrirà formazione elettrica, meccanica e sulle tecnologie emergenti, con un programma di apprendistato gestito da South Metropolitan TAFE e corsi post-qualifica sui veicoli elettrici curati da North Metropolitan TAFE.

L’iniziativa viene introdotta in un momento in cui la domanda di elettricisti qualificati supera già l’offerta. Secondo le previsioni citate dal settore, l’Australia avrà bisogno di 32mila elettricisti in più entro il 2030, il 27% oltre le stime precedenti, per servire progetti energetici, reti, impianti rinnovabili, batterie e infrastrutture collegate.

Fortescue fornirà al centro apparecchiature per batterie ad alta tensione destinate agli apprendisti. L’amministratore delegato Dino Otranto ha spiegato che il progetto è in preparazione da due anni e risponde a un’esigenza interna molto concreta: durante il picco del proprio programma di decarbonizzazione, nei prossimi anni, l’azienda avrà bisogno di circa 1.800 elettricisti.

“Ci siamo resi conto che non potevamo semplicemente assumere abbastanza persone per uscire dal problema”, ha detto Otranto. La frase riassume il nodo nazionale: se ogni azienda prova solo a sottrarre personale qualificato alle altre, la carenza non si risolve. Si sposta.

Il gruppo del Western Australia impiega già 120 apprendisti elettrici e ne aggiungerà altri 48 nell’anno finanziario 2027. Il nuovo centro, secondo Otranto, servirà anche a coinvolgere tecnici esperti e personale di ingegneria in ruoli formativi, così da trasferire competenze pratiche alle nuove generazioni.

Il problema non riguarda solo Fortescue. Lo studio Clean Energy Capacity di Jobs and Skills Australia indica gli elettricisti come la maggiore carenza di competenze nel Paese. Entro il 2050 ne serviranno 85mila in più per sostenere la produzione di energia rinnovabile, mentre i ruoli nei settori a più alte emissioni, come gas, petrolio e chimica, tenderanno a ridursi.

Anche la riqualificazione degli elettricisti già attivi sarà decisiva. Un recente studio di Powering Skills Organisation ha rilevato che fino a due su tre non risultano adatti ad alcuni nuovi ruoli a causa di lacune specifiche. Per la CEO Anthea Middleton, più formazione post-qualifica e un sistema nazionale di licenze potrebbero aiutare.

Il punto è industriale prima che educativo. Senza elettricisti preparati, i progetti rallentano, i costi aumentano e la produttività cala. La transizione energetica non dipende solo da pannelli, turbine e batterie. Dipende da chi sa installarli, collegarli e praticare la necessaria manutenzione.