PARIGI - C’è un modo semplice, quasi antico, di costruire una comunità: sedersi attorno a una tavola, condividere il cibo e lasciare che siano le conversazioni a creare nuovi legami, a far nascere progetti, a mettere in contatto persone che, pur vivendo nella stessa città e condividendo la stessa storia migratoria, spesso finiscono per incontrarsi soltanto in occasioni sporadiche.
A rimediare questa realtà c’è la nuova “cena colorata” promossa da Italia in Rete, l’associazione che da anni favorisce il dialogo tra le realtà italiane e italo-francesi dell’Île-de-France e che, per l’edizione estiva del prossimo 5 luglio, ha scelto il rosso come filo conduttore di una serata pensata non soltanto come momento conviviale, ma come occasione per riflettere sul presente e sul futuro dell’associazionismo italiano a Parigi. Tra le associazioni che prenderanno parte all’iniziativa ci sarà anche l’ANPI di Parigi “Carlo e Nello Rosselli”, che ha invitato i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare a un appuntamento destinato a riunire dirigenti associativi, volontari, soci e amici della comunità italiana.
Il luogo scelto è ormai quello delle occasioni condivise di Italia in Rete, Les Nautes, sulle rive della Senna, dove a partire dalle ore 18 prenderà forma una cena costruita secondo una formula tanto semplice quanto efficace: ciascun partecipante porterà un piatto da condividere con altri cinque commensali, preferibilmente ispirato al colore rosso, e indosserà qualcosa della stessa tonalità. Un gioco, certamente, ma anche un linguaggio simbolico che quest’anno prende spunto da Rossetto e cioccolato, la celebre canzone di Ornella Vanoni, per evocare tutte le sfumature positive di un colore che richiama il filo rosso delle relazioni, i papaveri, la passione, l’amicizia, l’energia e quella capacità di rimettere in movimento una comunità che rappresenta il vero obiettivo dell’iniziativa.
Dietro la leggerezza della proposta si intravede infatti una riflessione che riguarda molte delle collettività italiane all’estero. Se da un lato il tessuto associativo continua a essere ricco di esperienze, competenze e progettualità, dall’altro non sempre è facile creare occasioni nelle quali associazioni diverse possano conoscersi, collaborare e immaginare percorsi comuni.
È proprio a partire da questa constatazione che Italia in Rete, nata nel 2013 per mettere in relazione le numerose realtà italiane presenti nell’area parigina, continua a lavorare come uno spazio di connessione tra associazioni culturali, organismi di rappresentanza, patronati, circoli regionali e gruppi impegnati nella promozione della lingua e della cultura italiana, nella convinzione che la ricchezza di una comunità dipenda anche dalla capacità dei suoi protagonisti di dialogare tra loro e di condividere risorse, idee ed esperienze.
La serata del 5 luglio si annuncia quindi come un momento informale ma non secondario, in cui il rito conviviale diventa occasione per verificare lo stato di salute di una rete e per misurarne la capacità di includere, ascoltare e rilanciare idee, e se il colore rosso diventa il filo simbolico che attraversa la serata, è soprattutto nel modo in cui le persone sceglieranno di incontrarsi, parlarsi e riconoscersi che si misurerà il senso più profondo di un’iniziativa che, pur nella sua semplicità, prova a rispondere a una domanda molto concreta su come continuare a fare comunità lontano dall’Italia.