Da un libro di Carla Carotenuto Gino Nibbi, Marchigiano d’Australia, edizioni Metauro, 2008, abbiamo scoperto la vita di Gino Nibbi, scrittore marchigiano-italiano-australiano, nato a Fermo nel 1896 e morto a Grottaferrata nel 1969. I testi riuniti nel libro ci ricordano la figura e l’opera di Nibbi. 

Emigrato in Australia nel 1928, può fungere da incentivo alla storia dell’emigrazione degli italiani all’estero. Ha pubblicato: Nelle isole della felicità (1934), Il volto degli emigranti (1937), Oracoli sommessi (1953), Cocktails d’Australia (1965). È ricordato a Melbourne anche come promotore culturale ed esperto d’arte. Infatti, nei primi anni della sua permanenza nella capitale del Victoria, ha aperto la libreria Leonardo Art Shop, centro di dibattito letterario e artistico, mediante la quale ha diffuso in Australia la cultura italiana ed europea, promuovendo incontri e presentando libri. Intensa è stata anche la sua attività di recensore, critico d’arte, che gli ha permesso di collaborare con riviste e giornali italiani e stranieri e organizzare mostre di artisti contemporanei. 

Nel 1947, a Roma, ha aperto la libreria Ai quattro venti, che ha gestito fino al 1954. Il legame con la terra d’origine è sempre rimasto saldo, come dimostrano i suoi frequenti ritorni, fino al rientro definitivo nel 1963. L’interesse per l’arte lo avvicina ad altri autori marchigiani del Novecento, come Luigi Bartolini, abile incisore, Libero Bigiaretti, poeta e romanziere, Osvaldo Licini, pittore e scrittore, con il quale Nibbi ha intrattenuto una corrispondenza. 

Quindi, possiamo concludere dicendo che può essere considerato come l’emblema del movimento migratorio. Nibbi, così come altri italiani giunti in Australia, tra cui la scrittrice napoletana Rosa Raffaella Cappiello, esprime bene nei suoi testi la dinamica di “illusione/disillusione” che riesce a fronteggiare grazie al desiderio di realizzazione che anima ogni emigrante.
MARIANO CORENO