PALERMO – L’Italia ricorda Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta nel 34° anniversario della strage di via D’Amelio, ma la giornata della memoria è segnata anche dalle polemiche politiche. Ad aprire le commemorazioni è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che definisce l’attentato del 19 luglio 1992 “un disegno eversivo sconfitto dallo Stato, che dimostrò di essere più forte”.

Nel messaggio diffuso per l’anniversario, il capo dello Stato ricorda come la strage abbia “segnato in profondità la coscienza del Paese” e indica Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, assassinato 57 giorni prima nella strage di Capaci, come “simboli della riscossa civile del Paese”. Il loro impegno, sottolinea Mattarella, “è parte della coscienza democratica della Repubblica”.

A Palermo, tuttavia, il ricordo si intreccia con il confronto politico. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, insieme alle Agende Rosse e a Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso, partecipa alle iniziative al Giardino Inglese e in via D’Amelio. Fratelli d’Italia organizza invece un convegno al San Paolo Palace, seguito da una fiaccolata partita da piazza Vittorio Veneto. Le due manifestazioni si svolgono separatamente, sullo sfondo delle recenti tensioni sulla Commissione parlamentare Antimafia.

Nel luogo dell’attentato si ritrovano anche decine di bambini, accompagnati dagli insegnanti, per l’iniziativa “Coloriamo via D’Amelio”, promossa dal Centro Studi Paolo e Rita Borsellino. Attraverso laboratori, letture e lo spettacolo dei pupi siciliani, i più giovani vengono coinvolti in un percorso dedicato alla memoria e alla legalità.

Alle 16.58, l’ora esatta dell’esplosione che costò la vita a Borsellino e agli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, le centinaia di persone presenti in via D’Amelio osservano un minuto di silenzio, seguito dall’esecuzione del Silenzio e dell’Inno di Mameli.

Numerosi anche i messaggi delle istituzioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda l’eredità di «coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani” lasciata dal magistrato, ribadendo l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana parla di «una ferita ancora aperta”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa richiama i valori della giustizia, della libertà e del senso civico.

Sulla necessità di fare piena luce sulla strage interviene anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che invita a proseguire la ricerca della verità e a rafforzare il lavoro di magistratura e forze dell’ordine, investendo al tempo stesso nelle politiche sociali e nella cultura della legalità. Un appello condiviso anche da Giuseppe Conte, che sottolinea l’importanza di continuare a sostenere il contrasto alle organizzazioni mafiose.