Filosofo idealista, storico, critico ed erudito, direttore de La Critica. In politica, liberale e tenace avversario del fascismo, senatore nel 1920-21, ministro della Pubblica istruzione, Benedetto Croce tornò per breve tempo alla politica attiva nel 1944, Socio nazionale dei Lincei. Cardine del suo pensiero è la ‘dialettica dei distinti’, intesa a rivendicare la distinzione e autonomia delle forme dello spirito, contro il positivismo affermando lo ‘storicismo assoluto’ influenzando la vita culturale dell’ultimo cinquantennio, soprattutto nel pensiero estetico attraverso la sua affermazione che l’arte, in quanto pura intuizione è forma di conoscenza storica autonoma, distinta dalla conoscenza storica e scientifica: “L’intuizione è conoscenza teoretica bastevole a se medesima; essa è la conoscenza dell’individuo nella sua immediatezza, e perciò non occorre una mediazione intellettuale. L’impressione di un chiaro di luna può essere un fatto intuitivo senza ombra di riferimento intellettuale”. Sono numerose le opere del Croce e ne nominiamo solo tre: Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale, Filosofia della pratica e Filosofia dello Spirito. Da molti critici è considerato il più grande filosofo italiano.
MARIANO CORENO